
Fortezza di Montepulciano, sabato 5 settembre si inaugura la mostra
“Creare un universo concreto” dell’artista poliziano Gino Filippeschi
Opere realizzate con tecniche diverse in esposizione fino al 15 ottobre 2026
Montepulciano, 31 agosto 2026 - Sarà inaugurata sabato 5 settembre alle ore 17:00, nel chiostro della Fortezza di Montepulciano “Creare un universo concreto”, mostra personale dell’artista poliziano Gino Filippeschi. Il vernissage si aprirà con i saluti del Sindaco di Montepulciano Michele Angiolini e dell’Assessora alla Cultura Lara Pieri, e gli interventi di Pietro Caporrella, Presidente della Fondazione Vittorio Caporrella, e di Massimo Bignardi, curatore della mostra.
Un percorso espositivo allestito in due piani della Fortezza condurrà i visitatori alla scoperta della poetica dell’artista attraverso dipinti, sculture in bronzo e opere realizzate in vetrofusione e in ceramica. Contaminazioni di tecniche e di materiali, contrasti e trasparenze, rivelano i diversi linguaggi espressivi a cui Filippeschi ha affidato dapprima un’attenta riflessione sulla natura e, in una fase successiva della sua produzione, l’approfondimento di temi legati al rapporto tra l’uomo e il tutto.
«Sono stato sempre attratto dal paesaggio che mi circonda – spiega Filippeschi - e vivere tra la Val d’Orcia e la Valdichiana, ha favorito ed alimentato le fonti di ispirazione. All’inizio i calanchi, le crete, il mutare delle stagioni, le miriadi tonalità di verde, mescolate ai gialli dei grani, hanno fatto parte della mia espressione. Ho sentito poi l’esigenza, pur ispirandomi sempre alla realtà, di rendere meno ‘leggibile’ la mia ricerca, ampliando anche gli spazi e la mia tavolozza fino ad essere tentato dall’astrazione, rimanendo, però, fedele all’amore per la natura».
Svolta in collaborazione con la Fondazione Vittorio Caporrella e in partnership con il Consorzio del Vino Nobile, l’iniziativa è promossa e sostenuta dal Comune di Montepulciano.
«“Creare un universo concreto" è un titolo che rende bene il senso di questo lavoro decennale: un'arte che non si accontenta dell'astrazione, ma cerca corpo, materia e si fa luogo. Ospitare questa retrospettiva nelle sale della Fortezza di Montepulciano rappresenta un’occasione per ritrovare, in un unico percorso espositivo, quella ricchezza espressiva e quella varietà che costituiscono la cifra stilistica di Gino Filippeschi, ormai riconoscibile e apprezzata» è il commento del Sindaco di Montepulciano Michele Angiolini e dell’Assessora alla Cultura Lara Pieri.
La mostra, a ingresso libero, sarà visitabile fino al 15 ottobre dal martedì alla domenica, negli orari di apertura della struttura.
Gino Filippeschi nasce a Piancastagnaio nel 1953 e si diploma all’Istituto d’Arte di Siena. Dal 1972 inizia a partecipare a mostre collettive e personali in Toscana. Il suo interesse artistico spazia dalla pittura all’incisione, alla ceramica, alle vetrate legate a piombo. Dagli anni Ottanta, in collaborazione
con studi di Architettura, realizza vetrate per arredamenti d’interni e a carattere sacro, le principali a Roma e Milano. Negli anni Duemila proseguono le mostre personali di pittura soprattutto in Svizzera.
Esegue su commissione opere pubbliche di pittura, scultura, bassorilievi e mosaici che si trovano ad Imperia, Grosseto, Massa Carrara, Perugia, Genova, Torino, San Michele all’Adige, Pistoia e Firenze, mentre continua a perfezionare la tecnica della vetrofusione. Suoi lavori sono esposti nel Museo del Vetro di Murano, nel Museo del Vetro della Scuola Abate Zanetti, nel Museo della Ceramica Mediterranea di Cava de’ Tirreni, nel Museo-Fondo Regionale d’Arte Contemporanea (FRaC) Baronissi.

Mostra Mercato del tartufo Bianco delle Crete Senesi di San Giovanni d'Asso
San Giovanni d'Asso - Montalcino
Tartufo bianco delle Crete Senesi, si lavora alla 40ª Mostra Mercato di San Giovanni d’Asso: attesa per un’annata di altissima qualità
San Giovanni d’Asso, nel cuore delle Crete Senesi, sta lavorando alla 40esima edizione della Mostra Mercato del Tartufo Bianco, un’edizione importante che va a celebrare la qualità micologica del territorio che quest’anno si preannuncia essere di altissima qualità
MONTALCINO, 4 settembre 2026 – Temperature elevate, una lunga estate caratterizzata dal caldo intenso e acquazzoni anche particolarmente consistenti, è questo in sintesi, il quadro meteorologico che ha accompagnato i mesi estivi nelle Crete Senesi e che introduce la stagione del Tartufo Bianco di San Giovanni d’Asso, mentre fervono i preparativi per la 40ª edizione della Mostra Mercato del Tartufo Bianco delle Crete Senesi.
Come sempre quando si parla di tartufo, fare previsioni precise è difficile: “Le condizioni climatiche delle prossime settimane saranno determinanti per definire l’andamento della stagione, sia sotto il profilo della quantità sia, soprattutto, della qualità. Le prime indicazioni, tuttavia, lasciano spazio all’ottimismo: l’attesa è per un tartufo bianco di altissima qualità, con una quantità che potrebbe mantenersi nella norma rispetto a quella registrata nelle ultime stagioni” – spiega il presidente dell’Associazione Tartufai Senesi Paolo Valdambrini
Un’annata che si preannuncia dunque interessante e che accompagnerà San Giovanni d’Asso verso un appuntamento particolarmente significativo: la 40 esima edizione della Mostra Mercato, una manifestazione che negli anni è diventata uno dei principali momenti di promozione del tartufo bianco e dell’identità gastronomica delle Crete Senesi.
“Il tartufo non è soltanto un prodotto della nostra terra – sottolineano gli organizzatori – ma rappresenta un patrimonio di conoscenze, tradizioni e relazioni che appartiene profondamente alla comunità di San Giovanni d’Asso. La 40ª edizione della Mostra Mercato sarà quindi un’occasione importante per celebrare questo legame e continuare a raccontare la qualità del nostro territorio”.
Riscoprire sapori e valori autentici del territorio è infatti la missione che ogni anno la Pro Loco di San Giovanni d’Asso, insieme all’Associazione Tartufai delle Crete Senesi, al Comune di Montalcino e al Municipio di San Giovanni d’Asso, porta avanti per la tutela, la valorizzazione e la promozione di uno dei prodotti simbolo delle Crete Senesi: il Tartufo Bianco.
San Giovanni d’Asso, che ospita anche la sede operativa dell’Associazione Nazionale Città del Tartufo, si sta organizzando per dedicare due fine settimana al gusto, alla cultura e alla scoperta del territorio – 7 e 8, 14 e 15 Novembre. Durante la Mostra Mercato saranno proposti itinerari gastronomici pensati per accompagnare cittadini e visitatori alla scoperta del tartufo bianco, attraverso i sapori della cucina locale e interpretazioni più contemporanee e gourmet, capaci di esaltarne il profumo, l’intensità e la complessità.
Il programma della 40ª edizione è ancora in fase di definizione, ma non mancheranno alcuni degli appuntamenti che negli anni hanno caratterizzato la manifestazione: incontri con ospiti di rilievo, momenti di intrattenimento, laboratori dedicati alle famiglie e ai bambini e iniziative pensate per raccontare il mondo del tartufo e il lavoro di chi lo cerca e lo valorizza. Confermati anche i due grandi punti di forza della Mostra Mercato. Da una parte, gli stand gastronomici dedicati alle eccellenze locali, dove sarà possibile pranzare e cenare assaporando menu a tema. Dall’altra, uno degli appuntamenti più attesi: la “Cerca del tartufo”, un’esperienza sul campo insieme ai tartufai senesi e ai loro inseparabili cani, per scoprire da vicino una delle tradizioni più affascinanti legate al prezioso tubero.
La strada verso la 40ª Mostra Mercato è dunque già iniziata. In attesa di conoscere più precisamente come evolverà la stagione, San Giovanni d’Asso si prepara a celebrare il suo tartufo bianco con fiducia, nel segno di una qualità che si preannuncia davvero straordinaria e di un patrimonio territoriale che continua a essere custodito e raccontato attraverso il lavoro di tartufai, produttori, ristoratori e associazioni.

Torrita di Siena, dall’11 al 13 settembre sono “Le Giornate di Ghino di Tacco”
2ª edizione per l’evento dedicato al leggendario bandito Ghino di Tacco
Cammino da Torrita di Siena a Radicofani e degustazioni nel centro storico a Torrita
Torrita di Siena, 1 settembre 2026 - Dall’11 al 13 settembre 2026 sono in calendario “Le Giornate di Ghino di Tacco”, la seconda edizione dell’evento dedicato al leggendario brigante che nacque a metà del XIII secolo nel Castello de La Fratta, località all’epoca compresa nel territorio dell’attuale Comune di Torrita di Siena. Ricordato ancora oggi come un controverso bandito, Ghino di Tacco fu protagonista di numerose scorrerie, vendette familiari, fughe e peripezie tra Torrita di Siena, dove tentò più volte di conquistare il Castello per recar danno alla Repubblica Senese, e Radicofani, di cui riuscì a espugnare la Rocca nella notte di Natale del 1297.
Per rendere omaggio a questo personaggio citato anche da Dante Alighieri nel VI Canto del Purgatorio e da Boccaccio nel Decamerone, il Comune di Torrita di Siena promuove un fine settimana di iniziative, tra le quali spicca il “Cammino di Ghino di Tacco”, un percorso escursionistico da Torrita di Siena a Radicofani, sulle orme del leggendario bandito. I camminatori percorreranno la prima tappa da Torrita di Siena a Monticchiello (20,3 km) venerdì 11 settembre, la seconda da Monticchiello a Contignano (23,7 Km) sabato 12 e la terza da Contignano a Radicofani (16,7 Km) domenica 13. Si tratta di un itinerario di difficoltà medio-alta, indicato per camminatori allenati che, accompagnati da una Guida Ambientale Certificata, si ritroveranno al cospetto di ampi panorami e di tesori naturali come la Quercia delle Checche, la Riserva di Lucciolabella, il fiume Orcia, il paesaggio lunare delle biancane; varcheranno i confini di Comuni vicini soffermandosi presso celebri luoghi del territorio come il Tempio di San Biagio (Montepulciano), il borgo di Monticchiello (Pienza), la fattoria de La Foce (Chianciano Terme), il castello medievale di Contignano, infine la Rocca di Radicofani, solo per citare alcune delle località e dei punti di interesse presenti sul percorso. Si può scegliere se partecipare a tutto il Cammino, a una o a due tappe, personalizzare la propria esperienza aggiungendo servizi extra come la cena e il pernottamento in ostello a Contignano (info e modulo di iscrizione, da inviare entro il 9 settembre, si trovano sul sito www.torritadisienaliving.it).
Intanto, a Torrita di Siena, sabato 12 settembre alle ore 17:30 parte da Piazza Matteotti una particolare visita guidata al centro storico, in compagnia di Ghino di Tacco e altri personaggi che torneranno dal passato per raccontare la propria storia. In collaborazione con la Compagnia ARTEdaPARTE, info e prenotazioni: tel. 338 4280432. Domenica 13 invece, indicativamente alle ore 17:30 i partecipanti del Cammino di Ghino di Tacco faranno rientro tra le mura di Torrita, accolti da un brindisi. Alle ore 18:30, alla Locanda Ghinditacco (via O. Maestri), si terrà una degustazione di prodotti tipici locali.
“Dopo il successo della prima edizione, torna l’evento dedicato a Ghino di Tacco con il Cammino che, tra Valdichiana e Valdorcia, ripercorre proprio i luoghi in cui secondo la leggenda il bandito visse, valorizzando il territorio e promuovendo un itinerario a disposizione del turismo escursionistico” sottolineano il Sindaco di Torrita di Siena Giacomo Grazi e dell’Assessore al Turismo Roberto Trabalzini.
Il progetto si svolge con il patrocinio di Regione Toscana, Provincia di Siena, Unione dei Comuni Valdichiana Senese, Comunità del Cibo della Valdichiana; in collaborazione con i Comuni di Pienza e Radicofani e la Proloco di Torrita di Siena, con il supporto della Locanda Ghinditacco e dell’Azienda Agricola Paolo Serafini.
Anita Goti
Ufficio Stampa Comune Torrita di Siena

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Domenica 30 agosto 2026 alle 17:30 inaugurazione dei lavori e della mostra “Dove dorme il fuoco”
Palazzo Nerucci a Castel del Piano è il fulcro di un'idea di sviluppo e di recupero vitale del centro storico e dell'asse commerciale del paese.
“Quello che formalizzeremo il 30 agosto 2026 è un passo importante, - commenta Cinzia Pieraccini sindaca di Castel del Piano – che ha una duplice chiave di lettura nel percorso di valorizzazione e recupero alla vita avviato per il cuore di Castel del Piano. In questo caso si aprirà un cerchio virtuoso che riconsegna alla popolazione l'uso di uno spazio strategico. L'intervento che inauguriamo non è solo una semplice realizzazione di un'opera pubblica, è una scelta che indica quale sia la strada che vogliamo percorrere per migliorare la qualità della vita nel nostro paese. Le nuove sale dal passato parlano al futuro, recuperando ciò che è stato e offrendo una prospettiva. Anche la mostra curata di Michele Guidarini si inserisce in questa idea: unire le opere murarie ad un'azione concreta di uso. Qui l'arte contemporanea e un luogo antico dialogheranno creando suggestioni straordinarie.”
La costruzione di Palazzo Nerucci viene generalmente collocata nel secondo Cinquecento (1564/1582), per iniziativa di Domenico Nerucci, di Castel del Piano che fece un'importante carriera nella Roma pontificia. La scelta di costruire il palazzo nell'area tra piazza Colonna e Corso Nasini segna la svolta urbanistica di quell'epoca. La comunità scelse un modo concreto di aprirsi e passare da intra moenia a “fuori dalle mura” ed avviare una fase espansiva che porterà alla nascita e allo sviluppo di corso Nasini, successivamente piazza Madonna, fino ai viali novecenteschi.
Le nuove sale, acquistate e recuperate oggi alla fruizione pubblica, hanno avuto nel tempo diverse destinazioni d'uso. Sono state in parte cantine del Palazzo, accesso al Comune da corso Nasini (che ha avuto qui la sua sede), laboratorio dello stagnino che riparava e rivestiva di stagno gli utensili di uso domestico e, poi, negozio di oreficeria.
Tutto l'intervento ha comportato un investimento complessivo di circa 400 mila euro di cui 300 mila di provenienza regionale e 100 mila dal bilancio comunale. Ha progettato i lavori l'architetta Marta Gigliotti con il supporto dei geometri Lorenzo Faneschi e Matteo Bognomini dell'ufficio tecnico. Hanno eseguito i lavori la ditta di Angelo Vichi insieme a Gagliardi termoidraulica a a Massimiliano Vannuzzi e Samuele Monaci.
L'immobile così ristrutturato acquista un grande valore funzionale e offre un accesso ancor più fruibile al complesso di Palazzo Nerucci favorendo un ripensamento sull'uso complessivo della struttura e dell'area.
Le nuove sale di Palazzo Nerucci hanno l'accesso su Corso Nasini al civico n° 6 e saranno aperte al pubblico il 30 agosto 2026 alle ore 17:30. Contestualmente verrà inaugurata la mostra “Dove dorme il fuoco, paesaggi e visioni” degli artisti Francesco Barbieri, Lorenzo Gonnelli, Q2 visual, Naresh Ran con la curatela di Michele Guidarini. La mostra resterà aperta fino al 20 settembre 2026.

Ottant’anni dalla ricostruzione della Croce del Monte Amiata: il 26 agosto la vetta torna a illuminarsi
Una celebrazione per uno dei simboli più profondi della montagna. Con il sindaco Niccolò Volpini, il presidente Eugenio Giani, il cardinale Augusto Paolo Lojudice e i sindaci dell’Amiata. Al tramonto la riaccensione della Croce, poi musica e canti della tradizione
O Crux, ave spes unica! (Papa Pio XII)
Il 26 agosto, sulla vetta del Monte Amiata, si celebrano gli 80 anni dalla ricostruzione della Croce, uno dei simboli più riconoscibili e più profondamente legati alla storia e alla memoria delle comunità amiatine.
Una giornata che unirà commemorazione, musica e partecipazione e che avrà il suo momento più suggestivo al tramonto, quando la Croce tornerà a illuminarsi, ottant’anni dopo quella notte del 1946 in cui Papa Pio XII, attraverso un collegamento radio, accese le luci installate sul monumento appena ricostruito.
“La Croce del Monte Amiata appartiene alla storia di tutta la nostra montagna – afferma Niccolò Volpini, sindaco di Abbadia San Salvatore –. Fa parte del paesaggio che abbiamo davanti agli occhi, ma soprattutto della memoria di generazioni di persone. La sua storia racconta una comunità che si è riconosciuta in questo simbolo fin dalla sua costruzione. Centinaia di quintali di ferro furono portati da Abbadia fino alla vetta dagli stessi abitanti, a spalla, giorno dopo giorno, spesso dopo il lavoro. E quando la guerra la abbatté, quella stessa comunità decise immediatamente di rialzarla”.
“È questo – prosegue Volpini – il significato che vogliamo restituire alla celebrazione degli ottant’anni. Una storia di appartenenza, fatica e ricostruzione, che supera i confini di Abbadia San Salvatore e riguarda tutta l’Amiata. Il 26 agosto la Croce tornerà a illuminarsi e vorremmo che quella luce richiamasse ancora una volta il valore di una comunità capace di ritrovarsi e di ricostruire insieme ciò che era stato distrutto”.
La Croce monumentale del Monte Amiata, alta 22 metri, venne realizzata all’inizio del Novecento su impulso di Papa Leone XIII e progettata dall’architetto senese Luciano Zalaffi. Fu inaugurata il 18 settembre 1910, alla presenza di una grande folla proveniente dai paesi dell’Amiata.
Fin dall’origine, però, la sua storia fu soprattutto una storia collettiva. Il ferro necessario alla costruzione doveva essere portato da Abbadia San Salvatore, a circa 830 metri di altitudine, fino ai 1.738 metri della vetta. Un’impresa resa possibile dagli abitanti, che trasportarono i diversi elementi lungo sentieri difficili e impervi.
Il 17 giugno 1944, durante la ritirata, l’esercito tedesco abbatté la Croce. La risposta arrivò quasi subito: nacque il Comitato organizzativo pro-rielevazione della Croce del Monte Amiata, guidato dall’allora sindaco di Abbadia San Salvatore Libero Tondi, e iniziò il lavoro di recupero e ricostruzione.
Fabbri, meccanici, religiosi e cittadini lavorarono insieme per restituire alla montagna il suo monumento. Furono sostituiti circa 35 quintali di ferro distrutti e recuperate le parti ancora integre. In pochi mesi la Croce tornò sulla vetta.
Il 24 agosto 1946, Papa Pio XII ne accese le luci tramite collegamento radio. Quella notte la Croce rimase illuminata e visibile da grandissima distanza, mentre nello stadio di Abbadia San Salvatore una folla di circa 15mila persone seguì l’evento.
Le parole pronunciate allora dal Pontefice, in un Paese appena uscito dalla guerra, richiamavano la pace, la concordia, il superamento degli odi e la capacità di tornare a costruire insieme. Un messaggio che, a ottant’anni di distanza, accompagna idealmente anche la celebrazione del 2026.
Il programma del 26 agosto
La giornata sulla vetta inizierà alle 17.45 con l’accoglienza delle autorità, dei partecipanti e dei cittadini.
Alle 18.30 si terrà la celebrazione commemorativa, con gli interventi di:
Niccolò Volpini, sindaco di Abbadia San Salvatore;
Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana;
Cardinale Augusto Paolo Lojudice, arcivescovo di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino;
I sindaci dei Comuni dell’Amiata.
Alle 20, al tramonto, il Quartetto d’archi dell’Orchestra OIDA di Arezzo accompagnerà il momento della progressiva accensione della Croce.
Un richiamo diretto a quanto avvenne nel 1946: la Croce resterà illuminata fino al primo week end di settembre.
Alle 21.30 la serata proseguirà con la Leggera Electric Folk Band & il Gran Coro delle Genti del Monte Amiata, in un concerto di musiche e canti della tradizione amiatina che riunirà voci e musicisti della montagna.

Unione dei Comuni della Valdichiana Senese 10 Agosto 2026
Valdichiana 2026 rinnova la collaborazione con l’Accademia Musicale Chigiana con due concerti a Montepulciano e Pienza
Due appuntamenti con la grande musica a Montepulciano e Pienza, rispettivamente il 12 e 14 agosto, prosegue così anche per Valdichiana 2026 la collaborazione tra Accademia Musicale Chigiana e l’Unione dei Comuni della Valdichiana Senese
VALDICHIANA 2026 (Agosto 2026) - Prosegue anche nel 2026 la collaborazione tra l’Accademia Musicale Chigiana e l’Unione dei Comuni della Valdichiana Senese, nell’ambito del programma Valdichiana 2026 – Capitale Toscana della Cultura, con due appuntamenti che porteranno la grande musica in luoghi significativi del territorio.
La collaborazione si rinnova con due concerti in programma mercoledì 12 agosto a Montepulciano e venerdì 14 agosto a Pienza, occasioni che intrecciano la vocazione internazionale della Chigiana con il patrimonio storico, culturale e artistico della Valdichiana Senese.
“La musica è uno degli strumenti più potenti per costruire occasioni di incontro, valorizzare i nostri luoghi e rafforzare la dimensione culturale del territorio, la collaborazione con l’Accademia Chigiana, per l’Unione dei Comuni della Valdichiana Senese significa continuare a proporre al territorio progetti di ricerca musicale di livello internazionale, confermando la volontà di fare della cultura uno dei motori di Valdichiana 2026.” – spiega il presidente dell’Unione dei Comuni della Valdichiana Senese Edo Zacchei
Il 12 agosto a Montepulciano i giovani talenti della Chigiana. Il primo appuntamento è in programma mercoledì 12 agosto alle ore 21.15 a Palazzo Ricci, a Montepulciano, con un concerto affidato agli allievi del corso di alto perfezionamento di viola dell’Accademia Chigiana, tenuto dai docenti Ettore Causa e Sào Soulez-Larivière. Sul palco si esibiranno Alessandra Pierson Yang alla viola e Mana Oguchi al pianoforte, con un programma che avrà anche come punto centrale la Sonata per viola e pianoforte di Hans Werner Henze.L’esecuzione si inserisce nel focus “Hans Werner Henze 100”, con cui l’Accademia Chigiana celebra il centenario della nascita del compositore tedesco, figura profondamente legata all’Italia e, in particolare, al territorio senese e a Montepulciano. La presenza della Sonata di Henze rappresenta così anche un ideale filo conduttore tra la storia musicale del compositore e i luoghi che ne hanno accompagnato la vita e l’attività artistica. L’appuntamento è realizzato in collaborazione con Palazzo Ricci – Europäische Akademie der Künste.
Il 14 agosto a Pienza il Coro della Cattedrale di Siena. La seconda serata si terrà venerdì 14 agosto alle ore 21.15 nella Concattedrale di Santa Maria Assunta di Pienza, dove sarà protagonista il Coro della Cattedrale di Siena “Guido Chigi Saracini”, diretto da Lorenzo Donati.
Il concerto, realizzato in occasione del 30° anniversario della dichiarazione di Pienza Patrimonio dell’Umanità da parte dell’UNESCO, sarà un omaggio alla grande tradizione vocale inglese e proporrà musiche di Benjamin Britten, John Dowland e Thomas Weelkes, accanto alla nuova composizione di Alessandro Melchiorre, “Voci nel Silenzio”, commissionata dall’Accademia Chigiana e presentata in prima esecuzione assoluta. Il lavoro di Melchiorre è liberamente ispirato alla vita e all’opera di Ingeborg Bachmann e Paul Celan, due tra i più importanti poeti di lingua tedesca del secondo dopoguerra, legati da una relazione intensa e tormentata e accomunati dalla ricerca di una parola capace di confrontarsi con la tragedia della storia. Il concerto di Pienza è realizzato in collaborazione con l’Opera della Metropolitana e l’Arcidiocesi di Siena, Colle Val d’Elsa e Montalcino, la Fabbriceria della Chiesa Cattedrale di Pienza e la Pro-Loco di Pienza.
I due appuntamenti confermano il valore della collaborazione tra Accademia Chigiana e Unione dei Comuni della Valdichiana Senese, che attraverso Valdichiana 2026 continua a promuovere un’offerta culturale capace di mettere in relazione la ricerca con la formazione artistica e il patrimonio dei territori, trasformando luoghi storici in luoghi di ascolto. produzione culturale e socializzazione. Una visione che si inserisce anche nel più ampio percorso di Welfare Valdichiana dell’Unione dei Comuni della Valdichiana Senese che riconosce nella cultura, nella partecipazione elemento fondamentali per costruire comunità più inclusive, attive e attente al benessere delle persone.

Montepulciano, riaperti dopo la ristrutturazione i bagni pubblici in Piazza Don Minzoni
Il progetto di riqualificazione interessa in totale cinque bagni nel centro storico,
i lavori proseguono ai servizi igienici in Via delle Lettere.
Montepulciano (SI), 7 agosto 2026 – Sono di nuovo operativi, dopo i lavori di ristrutturazione, i bagni pubblici in Piazza Don Minzoni a Montepulciano, una delle zone di accesso al centro storico tra le più frequentate, anche grazie alla presenza di posti auto e del punto di informazione e accoglienza turistica della Pro Loco.
Il rinnovo dei locali ha incluso l’adeguamento di tutti gli impianti, la sostituzione di sanitari, rivestimenti e infissi, infine l’installazione di porte e tornelli automatici che entreranno in funzione nelle prossime settimane. Al fine di regolare gli accessi e garantire un corretto utilizzo e una gestione più efficiente a beneficio di residenti e visitatori, sarà previsto l’ingresso ad 1 euro, pagabile con moneta o carta di credito. La struttura è aperta dalle ore 6:00 alle 24:00.
I bagni in Piazza Don Minzoni sono stati i primi ad essere interessati dal progetto di riqualificazione che riguarda in totale cinque servizi igienici nel centro storico di Montepulciano. Terminato questo intervento, i lavori si sono già spostati ai servizi igienici in Via delle Lettere, in prossimità dell’impianto di risalita che collega Piazzale Pietro Nenni (Lo Sterro) con il giardino di Poggiofanti.
Prossimamente, la ristrutturazione, affidata dall’Amministrazione comunale all’impresa S.O.S. CASA di Moccoli Massimo srl, si concentrerà anche i bagni di Piazzale Pasquino, dietro la Chiesa di Sant’Agostino e quelli di Vicolo Scuole Pie, alla Chiesa del Gesù.
Il piano di riqualificazione dei servizi igienici è finanziato con risorse del bilancio comunale, per un importo complessivo di 300 mila euro. Presso i bagni pubblici di Vicolo Danesi, accanto al Palazzo Comunale, già rinnovati nel 2023 con il sostegno economico dell’Associazione Vivi Montepulciano, è in programma, nell’ambito del medesimo progetto, l’installazione del sistema di accesso controllato a pagamento.
“Il programma di ristrutturazione dei bagni pubblici costituisce un intervento da tempo atteso e di primaria importanza per elevare gli standard dell'ospitalità turistica a Montepulciano. Grazie all'introduzione dell’accesso a pagamento, già in Piazza Don Minzoni e poi nelle altre strutture sarà possibile potenziare la qualità del servizio offerto, assicurare condizioni igieniche migliori e prevenire atti di vandalismo, problema che purtroppo si è già verificato in precedenza” sottolineano il Sindaco Michele Angiolini e il Vicesindaco con delega ai lavori pubblici Luciano Garosi.

A Gaiole in Chianti la TARI non solo non aumenta, ma registra una lieve diminuzione. È quanto emerge dalla determinazione delle tariffe approvata dal Consiglio comunale con la presa d’atto dell’approvazione del PEF TARI 2026 e la determinazione delle tariffe.
Il risultato è frutto di un’attenta attività di ricognizione portata avanti dall’Amministrazione comunale e dagli uffici, che ha consentito di ampliare la platea degli utenti regolarmente iscritti al servizio e quindi dei contribuenti chiamati a sostenere il costo della gestione dei rifiuti.
“Il Comune ha fatto una ricognizione per verificare situazioni non regolari ed eventuali evasori– spiega il sindaco di Gaiole in Chianti, Michele Pescini –Questo lavoro ha permesso di far emergere nuovi utenti che oggi contribuiscono al pagamento della TARI. Di conseguenza anche se sono aumentati i volumi di rifiuti conferiti, è cresciuta parallelamente la quantità e la qualità della raccolta differenziata e soprattutto il numero delle persone che pagano regolarmente la tariffa. Pertanto nonostante gli incrementi sui costi di gestione dei rifiuti e l’aumento dei volumi gestiti, il Comune è riuscito a contenere il costo unitario per chilogrammo di rifiuto prodotto e a non aumentare la Tari ai cittadini. Anzi, il passaggio dal 2025 al 2026 evidenzia una riduzione della Tari di circa l’1-2%”.
“È un risultato importante, – conclude Michele Pescini - ottenuto grazie al lavoro degli uffici comunali e alla capacità dell’Amministrazione di intervenire sul sistema. Il recupero dell’evasione si traduce in più differenziata, più utenti regolari e una gestione più efficiente che consente di tutelare famiglie e attività del nostro territorio.”
“La lieve riduzione della TARI – aggiunge Maria Selvolini, assessora alla sostenibilità ambientale di Gaiole in Chianti - rappresenta un segnale concreto di come una gestione attenta e responsabile possa produrre risultati positivi per tutta la comunità. Questo risultato è stato possibile grazie al lavoro di verifica svolto dagli uffici, al recupero dell'evasione e all'impegno crescente di cittadini e attività nella raccolta differenziata. La sostenibilità ambientale passa anche da una maggiore equità: chi usufruisce del servizio deve contribuire in modo corretto, perché solo così è possibile garantire un sistema efficiente, contenere i costi e migliorare la qualità del servizio. Continueremo a investire nella sensibilizzazione e nelle buone pratiche ambientali, convinti che la collaborazione tra Amministrazione e cittadini sia la chiave per un territorio sempre più sostenibile e attento alle risorse.”

“Alfabeti Universali”: al 51° Cantiere Internazionale d’Arte,
la musica contemporanea incontra l’impegno civile e la poesia
La voce palestinese di Haidar al-Ghazali ispira le musiche di Fabio Massimo Capogrosso
Il nuovo spettacolo è in scena venerdì 31 luglio e sabato 1 agosto al Teatro Poliziano
Sono impegnate le formazioni dell’Istituto di Musica H. W. Henze
Montepulciano, 30 luglio 2026 – La musica di Fabio Massimo Capogrosso, David di Donatello e Nastro d'Argento per la miglior colonna sonora, incontra la poetica dell'autore palestinese Haidar al-Ghazali, per un concerto affidato alle formazioni dell'Istituto di Musica H. W. Henze di Montepulciano. Una giornata, quella di venerdì 31 luglio, che il 51° Cantiere apre nel pomeriggio con una pillola cameristica e chiude su un doppio fronte serale, tra Montepulciano e Chianciano Terme.
Nel pomeriggio, per la serie Tempus Fugit Martina Veneri propone 15 minuti per flauto, a cura dell'Istituto di Musica H. W. Henze: giovane flautista pluripremiata, tra i cui riconoscimenti figurano il Primo Premio al Concorso Internazionale Crescendo di Firenze e il Primo Premio Assoluto al Concorso Europeo di Moncalieri, propone un percorso che dalla Syrinx di Debussy passa per Circumambulation di Yan Maresz fino all'Andante Appassionato di Elisenda Fábregas.
Venerdì 31 luglio alle ore 21.30 e sabato 1 agosto alle ore 18.00, al Teatro Poliziano, il 51° Cantiere Internazionale d'Arte presenta "Alfabeti Universali", una nuova produzione che conferma la vocazione della manifestazione che unisce la ricerca musicale e l'impegno civile, valorizzando i talenti delle giovani generazioni. La nuova partitura concepita da Fabio Massimo Capogrosso si muove attorno alle poesie del giovane poeta palestinese Haidar al-Ghazali, tra le voci più intense nel raccontare il dramma di Gaza. I suoi versi, raccolti nel volume "Poesie da Gaza. Il loro grido è la mia voce" restituiscono l'esperienza quotidiana della guerra e della perdita.
Capogrosso, acclamato per le musiche composte per il film Primavera di Damiano Michieletto, firma una tessitura musicale che dialoga con la testimonianza poetica palestinese, stimolando un'esperienza scenica e sonora. Le voci recitanti saranno quelle dello stesso Haidar al-Ghazali, presente a Montepulciano, e di Giovanna Vivarelli; le parti solistiche saranno affidate a Megghi Abgaryan, Matilde Piccardi e Stefano Bernardini.
L'apertura del programma è affidata a "In the first age the frogs dwelt at peace" di Hans Werner Henze, tratto dalle Moralities su testi di W.H. Auden ispirati alle favole di Esopo, presentato per la prima volta in Italia. Accanto a questa proposta trova spazio un'altra prima assoluta: "Y seguí cantando" del giovane compositore Gabriel De Pace, commissione del 51° Cantiere, ispirata alle tradizioni popolari argentine. "Alfabeti Universali" è un progetto che valorizza il percorso formativo dell'Istituto di Musica Henze di Montepulciano, promuovendo il dialogo tra giovani musicisti, professionisti affermati e realtà artistiche del territorio. L'esecuzione è infatti affidata all'Orchestra Poliziana, diretta da Alessio Tiezzi, insieme alla Corale Poliziana e al Gruppo Corale Le Grazie, guidati da Judy Diodato.
Alla stessa ora, alle 21.30, nella Sala Meet di Chianciano Terme, si esibisce l'Orchestra Giovanile della Magna Grecia, diretta da Piero Romano, con Gabriele Falcioni al corno: in programma le Five Etudes per corno e orchestra d'archi di David Short, l'Ave Maria per corno e archi di Astor Piazzolla, la Sinfonia n. 8 in sol maggiore op. 88 di Antonín Dvořák e la Karelia Suite op. 11 di Jean Sibelius. È la prima tappa di una mini tournée che nei giorni successivi condurrà l'orchestra al Tondo di Montefollonico e alla Collegiata di Sinalunga.
Info e biglietti: T. 0578 758473 –
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