Martedì, Giugno 18, 2019
   
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PIANETA OGGI REPORTER - SETTIMANALE

PRESENTAZIONE DEL LIBRO "BADANTI" DI PAOLO MOSANGHINI CAPOREDATTORE DEL MESSAGGERO VENETO


INTERVISTA LLO SCRITTORE CON UNA RIFLESSIONE DELLA GIORNALISTA CLELIA DEL PONTE

IN COLLABORAZIONE CON IL CIRCUITO RTV INTERREGIONALE.

SI RINGRAZIA PER LA COLLABORAZIONE L'ASSOCIAZIONE TERRA MATER DI PORDENONE

 

 

RDE DIFFUSIONE EUROPEA INFORMA

 

OGNI VENERDI' SERA ALLE ORE 21.00 DIRETTA OPEN SPACE DALLE FREQUENZE IN ONDE MEDIE DI RADIO DIFFUSIONE EUROPEA,

IN STUDIO GRAZIANO D'ANDREA CON MAURIZIO CASTELLI, IN COLLABORAZIONE CON RST RADIO SAIUZ DI TREVISO.

OSPITI E COLLEGAMENTI IN DIRETTA DALL'ITALIA.

 RICEZIONE R.D.E. AM 1584 / 819 KHZ  PER L'ALTO ADRIATICO.

www.radiodiffusioneeuropea.net

 

     

OLTRE CINQUANTAMILA FIRME IN UNA SETTIMANA PER IL PM DI MATTEO

 

Prosegue l'appello alle istituzioni competenti per non delegittimare il magistrato
di Giorgio Bongiovanni

Una settimana è passata da quando abbiamo lanciato l'appello alle Istituzioni competenti, non delegittimate il pm Di Matteo chiedendo ai cittadini di manifestare la propria solidarietà e sostegno nei confronti del magistrato Antonino Di Matteo, sostituto procuratore nazionale antimafia, firmandolo e condividendolo. In una settimana è stata raggiunta e superata la quota di cinquantamila firme. Un numero importante, dal nostro punto di vista, che ha superato le nostre aspettative. Vogliamo ringraziare uno ad uno questi 57028 cittadini (questo il dato al momento della pubblicazione), che hanno aderito a questa iniziativa dimostrando la propria sensibilità su una vicenda che è delicata quanto grave, come l'allontanamento del sostituto procuratore nazionale antimafia dal pool "stragi e mandanti esterni". Con questa petizione non si vuole condizionare a furor di popolo le autorità competenti nel pieno diritto delle proprie decisioni ma caso mai sensibilizzare le stesse a valutare attentamente i fatti affinché lo stesso magistrato possa essere reintegrato e proseguire quell'attività che lo ha visto impegnato in oltre vent'anni di carriera, ovvero cercare la verità sulle stragi del 1992 e del 1993 e dare un volto ai mandanti dal volto coperto dietro cui si nascondono personaggi potenti e settori deviati dello Stato. L'augurio, ovviamente, è che il numero delle firme possa ancora aumentare. Evitando quell'isolamento che distrugge e devasta quanto una bomba.

FIRMA LA PETIZIONE!

Foto © Reuters

ARTICOLI CORRELATIDna: il pm Di Matteo espulso dal pool ''stragi e mandanti esterni''Solidarietà a Nino Di Matteo per la rimozione dal pool sulle stragiReintegrate Di Matteo nel pool d'inchiesta sulle stragi!

 

 

CONFERENZA "I GIGANTI SULLA TERRA, LA VERITA' OCCULTATA

L'ASSOCIAZIONE TERRA MATER DI BRUGNERA PRESENTA:

"I GIGANTI SULLA TERRA, LA VERITA' OCCULTATA"

www.blogterramater.it

www.piergiorgiocaria.it

 

SERIO INCIDENTE STRADALE TRA ACQUAVIVA E MONTEPULCIANO STAZIONE

(ALTRE INFO SU TELEIDEA - TELEGIORNALE)

COMUNE DI MONTEPULCIANO
Provincia di Siena

COMUNICATO STAMPA

Incidente stradale tra Acquaviva e Montepulciano Stazione
Un Ape si ribalta, due feriti, di cui uno in condizioni molto gravi

Non è passato inosservato, intorno alle 9.30 di mercoledì mattina, a chi si trovava a Montepulciano, il passaggio a quota molto bassa dell’elisoccorso Pegaso. Vista la direzione del volo, c’è chi ha ipotizzato che il velivolo dovesse atterrare a Nottola, recando a bordo una persona da ricoverare agli Ospedali Riuniti della Valdichiana. In ogni caso tale passaggio ha suscitato apprensione. E infatti l’elicottero era diretto verso il tratto di strada che collega Acquaviva a Montepulciano Stazione, chiamato dai medici intervenuti sul posto per un incidente stradale che ha avuto conseguenze gravi.

Due persone ferite, di cui una in condizioni molto gravi, costituiscono il pesante bilancio di un incidente verificatosi mercoledì mattina, intorno alle 8.40, in Via Rovisci, la strada che unisce Acquaviva a Montepulciano Stazione.

Leggi tutto: SERIO INCIDENTE STRADALE TRA ACQUAVIVA E MONTEPULCIANO STAZIONE

 

PIANETA OGGI REPORTER

APPROFONDIMENTO GIORNALISTICO DEDICATO AL NUOVISSIMO MEDIA IN AM

RADIO DIFFUSIONE EUROPEA AM 1584 / 819 KHZ

INTERVISTE DOPO LA DIRETTA DEL VENERDI' SERA "OPEN SPACE" CONDOTTA IN STUDIO DA GRAZIANO D'ANDREA E MAURIZIO CASTELLI, CON LA PARTECIPAZIONE DI ROSARIO MORENO EDITORE DI RST SAIUZ, A SEGUIRE IL DISCO MAX E SUSANNA ISERNIA LA VOCE DI RDE.

PROGRAMMA IN COLLABORAZIONE CON IL CIRCUITO INTERREGIONALE RTV

 

SOLIDARIETA' A NINO DI MATTEO PER LA RIMOZIONE DAL POOL SULLE STRAGI

 

 

Chi persegue la ricerca della verità va sostenuto, non combattuto
di Antonio Ingroia e Coordinamento Azione Civile
Il Coordinamento di Azione Civile e il Presidente del Movimento Antonio Ingroia esprimono la loro solidarietà e sostegno al pm Nino Di Matteo, rimosso - pare a causa di un’intervista televisiva - dal pool della Procura nazionale antimafia che indaga sulle stragi mafiose. Stupisce e amareggia che un magistrato serio, esperto e coraggioso, artefice di importanti inchieste e processi, come il Procuratore Nazionale Antimafia Cafiero de Raho, abbia preso un provvedimento del genere sottraendo a Di Matteo la possibilità di approfondire temi di indagine come quelli sulla Trattativa Stato-Mafia e gli altri misteri ancora irrisolti, spesso legati a quella scellerata trattativa. Secondo le notizie di stampa, il provvedimento di rimozione sarebbe motivato dal fatto che l’intervista televisiva di Di Matteo avrebbe fatto venir meno il “rapporto fiduciario” con i colleghi della DNA e delle altre Procure competenti per le stragi. Ed anche questo - se vero - sorprende non poco, visto che nell’intervista non è stato rivelato nulla che non fosse già pubblico e documentato. Quindi, qual è il vero problema? C’è dell’altro? Occorre fare chiarezza, e ci auguriamo che il CSM contribuisca a diradare le nebbie. I cittadini italiani hanno diritto di sapere, di conoscere la verità su questa vicenda, così come sui misteri della Trattativa, delle stragi e degli altri delitti - di mafia, ma anche di Stato - collegati. Così come ha fatto Nino Di Matteo, nel rispetto del segreto investigativo. E ricordiamo che ogni uomo dello Stato, nessuno escluso, ha questo obbligo di chiarezza e trasparenza verso i cittadini e noi da cittadini ne rivendichiamo il diritto.
In attesa che la vicenda sia chiarita, e con l’augurio che a Di Matteo sia restituito il ruolo che merita, non possiamo non dichiararci al fianco della sua battaglia per Verità e Giustizia. Una ricerca che va sostenuta e difesa da ogni autentico democratico, non combattuta.

 

 

IL POTERE ALLA RESA DEI CONTI CON NINO DI MATTEO, IL NUOVO GIOVANNI FALCONE

(DA ANTIMAFIA DUEMILA)

 

 

di Saverio Lodato
Tremano i Palazzi del Potere. Come non mai. Perché Antonino Di Matteo appare sempre più agli italiani come il nuovo Giovanni Falcone. Inutile girarci attorno. E a noi stessi, che le scriviamo, queste parole suonano quasi lapalissiane e scontate. Vediamo perché.
E' il nervosismo spasmodico, covato per anni sotto pelle, che questa volta tradisce i denigratori di Di Matteo. E' un gran passo falso, il loro. E' il passo falso di chi è accecato dall'odio. E che non sappiamo, al momento, quali meccanismi potrà innescare e quali conseguenze determinare. Si addensano nuvoloni.
Per estromettere il giudice Nino Di Matteo dalla neocostituita "commissione stragi" della Procura Nazionale antimafia, non si è cercato un pretesto. E' stato inventato un pretesto. A freddo, appigliandosi a ghirigori da galateo, il che fa una gran bella differenza.
Il pretesto viene firmato dal Procuratore antimafia, Federico Cafiero de Raho, e la scelta sorprende. E non poco, visto che lui stesso, appena pochi giorni fa, aveva intelligentemente istituito il nuovo organismo, e aveva deciso che Di Matteo ne facesse parte a pieno titolo, per esperienza e curriculum. A cosa è dovuta un'inversione di marcia che suona, nei fatti, come una precipitosa, clamorosa, inspiegabile ritirata? Cosa è accaduto di cui non ci siamo accorti? Cosa ci eravamo persi?
Ognuno può farsi una sua opinione in merito a questa apparente incongruenza.
Resta il fatto che sulle stragi di Capaci, via D’Amelio, Roma, Firenze e Milano, i misteri che vanno ancora scoperti il patto sporco integralesono tantissimi. Diversamente sarebbe stato inutile creare nuovi organismi di indagine. Gli italiani lo sanno e lo hanno capito. E non da ora.
A fianco, trovate la minuziosa ricostruzione (Bongiovanni e Pettinari) dei fatti culminati nella sconcertante estromissione.
Ma è stranissimo, inquietante, che ciò accada all'indomani delle commemorazioni di Giovanni Falcone e della strage di Capaci. Mentre è ancora vivo il ricordo della schierata di tante personalità istituzionali pronte a brandire i vessilli dell'antimafia. Ma anche - ce lo si lasci dire - il ricordo del sangue.
Sorge il sospetto - legittimissimo, verrebbe da dire - che qualcuno che si muove in alto, e molto in ombra, avesse una gran fretta di chiudere la partita investigazioni Stragi '92 - '94 e di archiviare la "pratica Di Matteo".
E che sia riuscito - inspiegabilmente, o molto spiegabilmente: giudichi il lettore - a trovare porte spalancate per i suoi desiderata.
Ma ci permettiamo di dire che chi aveva paura prima, ha più paura adesso. È facile il mestiere dell’apprendista stregone, che però poi, molto spesso, è costretto a fare i conti con le forze che ha voluto evocare. Purtroppo si dà il caso che stiamo parlando del magistrato più a rischio vita in Italia.
Si percepisce in tutta questa storia un forte elemento di censura.
Di Matteo, nella sua intervista a Andrea Purgatori, per la puntata di Atlantide dedicata alla strage di Capaci, non ha svelato neanche lo straccio di un Segreto di Stato. Neanche una virgola, un dettaglio che già non fossero pubblici. Tutto ciò che ha detto, è contenuto in atti processuali e sentenze. Guardare per credere. Leggere per capire, e convincersi dell’inaudita gravità di quanto sta accadendo. Ecco perché più che di pretesto cercato, parliamo di pretesto inventato.
Certo. Non siamo ingenui. C’è un livore sordo rispetto al modo in cui si è concluso il primo grado del processo sulla Trattativa Stato-Mafia (Corte d’Assise presieduta da Alfredo Montalto, giudice a latere Stefania Brambille). Si ritiene Di Matteo il responsabile n°1, in quanto Pm simbolo dello stesso processo, delle condanne inflitte a Antonio Subranni (12 anni), Mario Mori ( 12 anni), Giuseppe De Donno (8 anni), carabinieri d’eccellenza, insieme a famigerati capi di Cosa Nostra.
D’altra parte, lo stesso Mori non aveva fatto mistero di “augurare la morte” ai suoi nemici con chiaro riferimento ai suoi accusatori. Ma sarebbe ingeneroso “tirare” su Mario Mori, come fosse l’unico “pianista” dell’orchestrina della vergogna. E' inaccettabile (infatti) "augurare la morte" a qualcuno. Soprattuto quando l'augurio viene da un uomo che è stato in divisa ed alamari. In questo, siamo all’antica. Giusto per non dimenticare.
Né lo fa diventare meno vergognoso il silenzio della grande stampa e delle grandi tv che di fronte a quelle parole non alzarono un sopracciglio. Convinte come sono che quando una cosa, da loro, non viene scritta non esiste. Dunque: l'orchestrina, a voler chiamare le cose con il giusto nome, è un'orchestrona.
Nino Di Matteo mette paura perché è diventato il nuovo Giovanni Falcone. È il pubblico ministero che riparte da lontano. Che sembra venire da un passato che molti speravano seppellito dalle macerie di Capaci e Via D’Amelio.
Di Matteo continua a cercare le Menti Raffinatissime che stavano dietro Cosa Nostra cui fece riferimento Giovanni Falcone dopo il fallito attentato contro di lui all'Addaura.
Questo non piace. Dà fastidio. Mette paura, accieca la vista.
Non fosse così, non si spiegherebbero i provvedimenti a lui sfavorevoli del Csm, la campagna denigratoria contro la sua persona di alcune testate giornalistiche, lo stillicidio al quale viene sottoposto da mesi e mesi, anni e anni, complice involontario persino qualche familiare di vittima di mafia.
Tutto quanto accadde a Falcone si sta ripetendo con Nino Di Matteo.
Né si perdona, infine, a Di Matteo di avere concesso un’intervista per un libro - "Il Patto Sporco" - dove sono riassunti, né più né meno che nell’intervista ad Andrea Purgatori che oggi gli viene contestata, i punti fermi già acquisti in materia di rapporti fra Stato e Mafia.
Si vuole cioè impedire che all’opinione pubblica arrivi un segnale forte e chiaro. Si capisce cosa intendiamo? Tutto qui.
La7 - ma è solo una nostra modestissima opinione - forse dovrebbe rimandare in onda la puntata di Andrea Purgatori. Nel giornalismo anglosassone si farebbe così.
È bene che se decidiamo di mandare al patibolo Nino Di Matteo gli italiani conoscano bene il "reato" che aveva commesso.

 

Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. La rubrica di Saverio LodatoFoto © Imagoeconomica

 

FLASH 2

VIOLENTISSIMO TERREMOTO IN ZONA NORTHEM PERU' DI MAGNITUDO 8.2

 

STRAGE DI CAPACI. GLI ASSASSINI DI STATO DEL GIUDICE FALCONE - PALERMO, 22 MAGGIO 2019

 

Trasmesso dal vivo in streaming il 22 mag 2019

In occasione del 27° anniversario della strage di Capaci martedì 22 maggio, presso l'Aula Magna della Facoltà di Giurisprudenza di Palermo (via Maqueda, 172), alle ore 17, avrà luogo la conferenza dal titolo “Strage di Capaci. Gli assassini di Stato del giudice Falcone. Il ruolo dell’informazione ieri ed oggi”, organizzata dall'Associazione culturale Falcone e Borsellino in collaborazione con Rete Universitaria Mediterranea e ContrariaMente. Un'occasione per fare memoria ma anche discutere sui molti interrogativi che in questi anni sono rimasti aperti. Dopo inchieste e processi, ci sono ancora molte verità nascoste e da individuare ci sono ancora i volti di quei soggetti esterni a Cosa nostra che si intravedono sullo sfondo dell'eccidio. Chi ha voluto la morte di Falcone? Chi ha manomesso i supporti informatici del giudice presso il suo ufficio del Ministro di Grazia e Giustizia? E che ruolo possono avere gli organi di informazione nell'accertamento della verità? Interverranno in qualità di relatori l’ex magistrato, oggi avvocato, sopravvissuto alla strage di Pizzolungo, Carlo Palermo; il direttore della sede siciliana della RAI, Salvatore Cusimano, e il giornalista di Rai3 - Report, Paolo Mondani. Alla conferenza moderata dal direttore di ANTIMAFIADuemila, Giorgio Bongiovanni, saranno proiettati anche dei contributi video del procuratore aggiunto di Firenze, Luca Tescaroli, dell’autore e conduttore di Report, Sigfrido Ranucci e del giornalista-scrittore, Giulietto Chiesa. Parte integrande dell'incontro, il movimento giovanile Our Voice, che dedicherà un monologo ai caduti della strage del 23 maggio in cui persero la vita Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo, insieme agli agenti di scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani.

 

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