Giovedì, Novembre 26, 2020
   
Text Size

CONFERENZA SULLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI GIORGIO BONGIOVANNI E LORENZO BALDO "GLI ULTIMI GIORNI DI PAOLO BORSELLINO"

Antimafia Duemila & Terzo Millennio

Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 

PRESENTAZIONE DEL LIBRO “GLI ULTIMI GIORNI DI PAOLO BORSELLINO”

 

E' una conferenza intensa ed emozionante quella che si è appena conclusa all'Aula Magna della Falcoltà di Giurisprudenza di Palermo. Organizzata dalla redazione di Antimafia Duemila per presentare il libro scritto da Giorgio Bongiovanni e Lorenzo Baldo “Gli ultimi giorni di Paolo Borsellino” (Aliberti Editore).

 

Un “libro che ti prende il cuore e la mente”, ha dichiarato Antonino Di Matteo, uno dei magistrati che indagano sulla trattativa tra Stato e mafia nel periodo stragista in cui furono assassinati i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e tra i relatori dell'incontro. “Le pagine del libro – ha proseguito Di Matteo – trasudano di

quella voglia di verità e giustizia che ha sempre caratterizzato il lavoro di Giorgio Bongiovanni e Lorenzo Baldo, sin da quando hanno iniziato ad editare il giornale Antimafia Duemila. E' uno scritto che con coraggio e stringente capacità di analisi getta un fascio di luce sul torbido contesto in cui è avvenuta la strage di Via D'amelio, ma che è anche capace di raccontare gli ultimi 57 giorni di vita di Paolo Borsellino facendo emergere la splendida figura del giudice, la sua umanità, la sua purezza, il coraggio di essere un magistrato insieme alla sua profondità, alla sua fede e all'amore per la sua terra”.

 

 

Ed è proprio la figura del giudice assassinato dalla mafia e da quel grumo di poteri forti che temeva la sua integrità morale che ha fatto da filo conduttore all'incontro. Presenti, oltre a Di Matteo, Giorgio Bongiovanni e Lorenzo Baldo, il giudice Antonio Ingroia, Salvatore e Rita Borsellino, fratelli di Paolo, il giornalista Umberto Lucentini e le moderatrici Anna Petrozzi e Lucia Castellana.

Tanti gli apprezzamenti del pubblico che ha partecipato con particolare coinvolgimento alla conferenza. E che ha abbracciato con un caloroso applauso l'accorato appello di Giorgio a proteggere i magistrati presenti in sala e i pochi altri che cercano la verità e che per questo rischiano di essere uccisi. “Noi lo dobbiamo impedire – ha detto con forza Giorgio – perché questo copione lo abbiamo già visto”.

Ripercorrendo i passaggi salienti della cosiddetta “trattativa” Giorgio ha poi ha aggiunto che nella strage di Via D'Amelio è nascosta la chiave di interpretazione del vero potere che comanda oggi il nostro Paese. “Secondo noi – ha gridato – e mi assumo la responsabilità di ciò che dico, chi in questo momento comanda l'Italia, sotto tutti i punti di vista, anche sotto l'aspetto economico-finanziario, è in qualche modo responsabile di questo assassinio. E mi riferisco ad un potere trasversale fatto di uomini di centro, di destra e di sinistra. Di cui il nostro Presidente del Consiglio è l'espressione più buffonesca e drammatica”.

Prima di salutare Giorgio ha annunciato che sta lavorando ad una inchiesta su Marcello Dell'Utri, il braccio destro del Presidente del Consiglio, che sarà in futuro pubblicata in un nuovo libro. Inchiesta che nasce dalla convinzione che Paolo Borsellino, se non fosse stato ucciso, avrebbe messo sotto indagine l'odierno senatore, legato a Cosa Nostra come accertato oggi da più di una sentenza.

Su Paolo Borsellino e sull'essenza profonda sulla sua grande umanità è tornato invece Lorenzo Baldo. “Per scrivere questo libro – ha detto – ci siamo permessi di vivere momenti indelebili legati all'esistenza di quest'uomo. E attraverso le testimonianze di chi lo ha conosciuto abbiamo percepito il suo dolore, ma anche la sua fede e persino la sua serenità nell'affrontare quel destino segnato, legato indissolubilmente all'amico e fratello Giovanni Falcone”.

“Oggi, dopo tanti anni – ha concluso - si respira l'aria di un nuovo risveglio culturale che vuole verità e giustizia sul biennio stragista del nostro Paese. E per questo dobbiamo appoggiare con tutte le nostre forze quel risveglio e lottare insieme a uomini come Salvatore Borsellino e ai giovani che trasmettono ai loro coetanei la ribellione contro le ingiustizie pretendendo la verità. Il tempo è questo”.

 

Redazione Antimafia

29 gennaio 2011

Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie. Cookie Policy.