Sabato, Gennaio 18, 2020
   
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Osservatorio Planetario

PTV NEWS TELEGIORNALE

A CURA DI PANDORA TV ALLNEWS DI ROMA

IN PRIMO PIANO LA FRENATA DI TRUMP.

 

GRAVISSIMA SITUAZIONE INTERNAZIONALE

“Il Deep State, Pentagono e servizi segreti, penso abbiano forzato la mano a Trump, mettendolo con le spalle al muro. A mio giudizio hanno organizzato la provocazione alle sue spalle, perfettamente consapevoli del rischio altissimo che fanno correre al mondo intero".

Giulietto Chiesa

 

SPECIALE PANDORA TV

IL JOLLY: TRUMP E' IN TRAPPOLA.

 

CONTRO TV: NOTIZIE DELLA SETTIMANA 30 DIC - 03 GENNAIO 2020

L'uccisione di Soleimani commentata con Giulietto Chiesa.

Da Pandora Tv allnews

 

IL PUNTO DI GIULIETTO CHIESA

GUERRA ALL'IRAN, L'ITALIA DICA CHE NON PARTECIPERA'

DA PANDORA TV ONLINE - ROMA.

 

SPECIALE PANDORA TV ONLINE - ROMA

"CANNA DA ZUCCHERO E BIOCARBURANTE: IL NUOVO BISNESS CHE SPAZZA VIA LE TRIBU' ETIOPI"

CANNA DA ZUCCHERO E BIOCARBURANTE: IL NUOVO BUSINESS CHE SPAZZA VIA LE TRIBÙ ETIOPI Etiopia: la generosa terra rossa dell’antica Sacra Alleanza oggi trasuda fatica, dolore, abbandono, pur mostrandosi in tutta la sua straripante bellezza primigenia. La valle dell’Omo, un’immensa distesa di 25mila chilometri quadrati che si espandono nel sud del Paese, è caratterizzata da una molteplicità di ecosistemi, culture e lingue. Gli abitanti, circa 700mila persone, appartengono ad almeno 16 distinti gruppi etnici, che hanno mantenuto fino a oggi uno stile di vita tradizionale. Il fiume Omo, Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, è la principale risorsa per la popolazione locale. Il fiume, lì, ancora oggi, rappresenta la vita stessa. Per la finanza globale invece significa soldi. Così facoltose compagnie straniere lì oggi sviluppano colture intensive di canna da zucchero e di jatropha, palma, mais, utili per i nuovi biocarburanti che tanto vanno di moda in Europa. Per fare spazio al business, i Bodi, i Kwegu, i Suri e i Mursi sono stati sfrattati dalle loro case ancestrali e dalle loro terre e trasportati in campi di reinsediamento. Popoli che ora denunciano la fame, a causa dell’allontanamento dalle loro mandrie e del sistema d’irrigazione artificiale delle nuove piantagioni, che sta prosciugando il fiume. Là dove c’erano foreste naturali, pascoli estensivi, terreni fertili, zone d’insediamento umano, ora c’è la cosiddetta sedentarizzazione forzata. E questa non tiene in considerazione la storia, le abitudini, le tradizioni, i sentimenti dei popoli, che qui hanno da sempre vissuto. Almeno fino ad ora.

A cura di Margherita Furlan Editing Francesca Mallozzi Una produzione Cometa Associazione Tratto da: https://revoluzione.unoeditori.com/gl...

 

   

SPECIALE PANDORA TV - ROMA

(In collaborazione).

Può l’economia umana crescere indefinitamente, eludendo i vincoli posti dalla finitezza del pianeta Terra? La questione è aperta. Ma con la Natura non è possibile trattare. Quale sarà dunque l’alternativa a questo sistema consumistico e inquinante? Prima di tutto bisognerà spegnere lo smartphone e cominciare a pensare in libertà, in nome della sopravvivenza della vita su questo pianeta. Un altro non ci sarà dato prima di arrivare alla rottura di quello che c’è.

A Cura di Margherita Furlan

 

   

SPAZIO APERTO

 RST RETE SAIUZ DIGITALE

www.radiosaiuz.it

DA BOLOGNA CENTRALE INTERVISTA A GAETANO PEDULLA'

A CURA DI MASSIMO BONELLA

REGIA CENTRALE ROSARIO MORENO

   

Cruzando Almas y Fronteras (Incrocio di Anime e Frontiere). Trip to Argentina -ottobre/novembre 2019

FUNIMA International ha organizzato una spedizione a Santa Victoria Este, nella foresta del Chaco argentino, invitando alla partecipazione, ong locali, fondazioni e organi istituzionali per vivere momenti di confronto, scambiare informazioni e presentare le proprie attività progettuali a favore delle comunità originarie.

   

“LATINOAMÉRICA SE DESANGRA” DOCUMENTAL DE DENUNCIA Y DE RESISTENCIA

PROGRAMMA IN LINGUA SPAGNOLA

Por Redacción de Antimafia Dos Mil-19 de noviembre de 2019

La realización documental (que se catapulta a nuestros lectores) constituye nuestro profundo compromiso (en medio de una Latinoamérica que vive horas de dolor y de incertidumbres, con desaparecidos, muertos, heridos y detenidos) con la idea de crear conciencia de que los terrorismos de Estado de los días del Plan Cóndor, están presentes (literalmente devorando a los pueblos) con el rótulo de democracias resplandecientes: falsas democracias. Su título lo resume todo: “Latinoamérica se desangra”. Un muy oportuno (y frontal) guión de los periodistas Jean Georges Almendras y Giorgio Bongiovanni y una bien trabajada edición (sensibilizadora) de Érika Pais, dan como resultado un muy buen documental político (exclusivamente de denuncia) que entendemos, nos representa y nos confronta con el avance del fascismo en América Latina. Una confrontación que nos lleva directamente a adoptar caminos de resistencia y de unión, estrechando filas que impidan que los fascismos criminales sigan posicionándose dramáticamente. Un fascismo que no conoce de fronteras y que se enmascara de una institucionalidad aparente, cuando en realidad no es más que un ave de rapiña inspirado en los fantasmas de los genocidas de los días del terror: Rafael Videla, Emilio Massera, Alfredo Stroessner, Augusto Pinochet y Gregorio Álvarez . Días del terror que creíamos distantes. Que creíamos en el pasado. Pero en contrario, ahora los días del terror están presentes, de la mano de figuras no menos tenebrosas que las del pasado. Figuras como Sebastián Piñera, Jair Bolsonaro, Mauricio Macri, entre otras. El documental hace que la dura reflexión ciudadana salga a la superficie, para sembrar conciencia y para entender o comprender que los recientes acontecimientos en Chile, por ejemplo, están íntimamente ligados a otros acontecimientos dentro de tierras americanas, en los cuales la intromisión de los estados unidos no están ausentes. Denuncia en el texto, muy buenas imágenes y agilidad en la realización hacen de este documental una herramienta indispensable para poder despertar del letargo a quienes optan por los individualismos del capitalismo y desprecian las libertades, los derechos humanos, y a los pueblos oprimidos, a los pueblos originarios, a las minorías, a las luchas sociales, y a quienes se comprometen con los movimientos defensores de las minorías y de la soberanía de los pueblos, y a quienes se oponen al neoliberalismo devorador de vidas, que impone siempre el imperio del Norte. “Latinoamérica se desangra” es una propuesta militante, de los redactores de Antimafia Dos Mil y de Antimafia Duemila, de Sudamérica e Italia, respectivamente.

 

 

   

PIANETA OGGI REPORTER

UFOLOGIA

INTERVISTA AL RICERCATORE REPORTAGISTA PIERGIORGIO CARIA

IN COLLABORAZIONE CON IL CIRCUITO RTV TERRESTRE INTERREGIONALE AM RDE, FM STEREO E LA RETE RST SAIUZ.

YOU TUBE: PIERGIORGIOCARIA29

   

IL PM LOMBARDO: "MAFIE GRAVE MINACCIA PER SISTEMA ECONOMICO MONDIALE. ALTERANO GLI EQUILIBRI DEL MERCATO"

 

“La ‘Ndrangheta è un'enorme holding mafiosa, organizzata come una moderna blockchain criminale”
di AMDuemila

“Le mafie sono una minaccia molto seria per il sistema economico mondiale. Avendo enormi capitali da investire, le grandi, mafie, la ‘Ndrangheta in particolare, sono protagoniste di importanti movimentazioni finanziarie, generano meccanismi pericolosissimi che tendono ad alterare gli equilibri del mercato”.
E’ così che si è espresso il procuratore aggiunto di Reggio Calabria Giuseppe Lombardo riguardo il rischio che rappresentano le mafie per l’economia finanziaria mondiale in un’intervista al settimanale “Il Venerdì”. Il magistrato, spiegato cosa sia il capitalismo mafioso, ha detto che “la ‘Ndrangheta è da tempo protagonista assoluta del narcotraffico mondiale, che cura con particolare attenzione perché genera eccezionali profitti da sfruttare attraverso strumenti finanziari sempre più evoluti, straordinariamente insidiosi per la loro capacità di inserirsi in abiti operativi non tradizionali e di condizionare anche le scelte di politica economica”. Per Lombardo la crimintalità organizzata calabrese si è “dimostrata ‘affidabile’ e questo ha generato un impareggiabile capitale sociale fatto di contatti e relazioni. - ha proseguito - Per questo, per trovare il vero patrimonio della ‘Ndrangheta, dobbiamo essere in grado di analizzare a fondo le tendenze finanziarie andando oltre le tracce documentali su cui basava fino a qualche anno fa”.
Secondo il magistrato calabrese il vero “tesoro” della ‘Ndrangheta non sono tanto i beni che vengono posti sotto sequestro, in quanto “i grandi capitali non saranno mai direttamente spendibili o collocabili sul mercato senza passare da complesse operazioni di ripulitura". Lombardo ha poi precisato che "non può sopravvivere un sistema criminale che non sia in grado di produrre profitti a favore delle sue articolazioni di più basso livello, perché le ricadute economiche verso il territorio d’origine e ‘i soldati’ sono indispensabili per generare consenso e reclutare forze nuove. - ha continuato il pm - Ma i picciotti di Reggio Calabria, di San Luca o di Rosarno, come di altri territori in Italia o all’estero, dell’enorme ricchezza che arriva dal traffico di droga intravedono solo gli spiccioli”.
Il procuratore aggiunto di Reggio Calabria ha poi spiegato

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OUR VOICE, RENUNCIA PINERA

di Matias Guffanti - Video
Dopo 30 anni di politiche restrittive nei confronti delle fasce meno abbienti e a tutto vantaggio delle famiglie più ricche del Paese il popolo cileno, capitanato dagli studenti e dai movimenti sociali si è recentemente ribellato all'attuale Presidente Sebastiàn Piñera. Una rivolta esplosa in seguito all'aumento del prezzo della metro, solo la scintilla che ha scatenato la reazione dei manifestanti scesi in strada per chiedere la fine del modello neoliberista attuato da diversi governi - sia di destra che di sinistra - dai tempi della dittatura di Augusto Pinochet fino ai giorni nostri.
Già da qualche tempo infatti gli studenti, in segno di protesta, avevano iniziato ad utilizzare la metropolitana senza pagare il biglietto, mentre in differenti zone della città si erano registrati anomali incendi e saccheggi nei centri commerciali. Episodi per i quali erano state ritenute responsabili le forze di sicurezza, ma che in seguito allo scoppio della protesta erano stati strumentalizzati al fine di giustificare la grande repressione messa in atto contro i manifestanti.
Anche i “cacerolazos” - caratteristici delle proteste in Sudamerica, che esprimono il loro pacifico dissenso e chiedono condizioni di vita più dignitose percuotendo coralmente comuni oggetti da cucina - si sono fatti subito sentire in tutto il Cile. Tanto che il governo ha deciso di rispondere con ancor maggiore violenza e repressione.

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CILE: DOPO LE PROTESTE CANCELLATO IL SUMMIT SUL CLIMA E VERTICE APEC

 

Ad annunciarlo lo stesso Presidente Piñera
di AMDuemila
Il Cile non ospiterà più la conferenza globale sul clima in dicembre e il summit Asia-Pacifico a metà novembre. Lo ha detto il presidente cileno Sebastian Piñera, spiegando che di fronte alle proteste di questi giorni la sua priorità è affrontare le richieste dei cittadini. E' "con profondo dolore" che il Cile ha deciso di non ospitare più i due summit internazionali, ha detto Piñera in un incontro con la stampa al palazzo de la Moneda. "Date le difficili circostanze che sta vivendo il nostro Paese", ha affermato Piñera, il nostro governo intende concentrarsi "in primo luogo sul ristabilimento dell'ordine pubblico, la sicurezza delle città e la pace sociale, come secondo punto nel dare impulso con tutta la forza e l'urgenza necessarie ad una nuova agenda sociale che risponda alle principali richieste dei nostri cittadini, e infine ad avviare un profondo processo di dialogo per ascoltare i nostri compatrioti".

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SPAZIO APERTO PROGRAMMA RADIOFONICO DELLA RETE SAIUZ

INTERVISTA A GAETANO PEDULLA'

DOPO LA SUA IMPORTANTE ESPERIENZA MISTICA, OGGI GAETANO SI DEDICA AD AIUTARE IL PROSSIMO IN DIFFICOLTA' NELLE VARIE FASI DELLA VITA.

www.radiosaiuz.it

www.ondaradio.net

 

   

RADIO MONUMENTAL AM 1080 KHZ OSPITI GLI OUR VOICE

Entrevista en el programa En la Voz, que se emite de lunes a viernes de 14 a 16 hs. por Radio Monumental 1080 AM de la ciudad de Asunción, Paraguay.

Si parla anche del brutale assassino del noto Giornalista corrispondente di Antimafia Duemila nostro amico Pablo Medina,

www.antimafiaduemila.com

 www.ourvoice.it

 

   

IN PRIMO PIANO, PALESTINA: ASSASSINATO IL GIOVANE RAED, AVEVA 25 ANNI

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Ucciso al Checkpoint di Jbara
di AMDuemila

Questa sera intorno alle ore 19 nei territori palestinesi occupati, il giovane Raed Al Bahre (25 anni) del villaggio di Kufr Zebad (in provincia di Tulkarem) è stato brutalmente assassinato dalle forze di sicurezza israeliane con dei colpi di fucile. Raed si era recato nei pressi del checkpoint di Jbara a Tulkarem per consegnare in dono delle olive alla nonna, che abita al di là del muro nella città di Tira, lasciandole alle nipoti di quest'ultima. Il giovane, dopo aver consegnato il dono, è stato inspiegabilmente fermato da alcuni soldati israeliani che lo hanno accusato di stringere in mano un coltello. L'esercito ha quindi fatto fuoco lasciando per terra il cadavere senza chiamare i soccorsi. Fonti rivelano che il giovane non era in possesso di alcuna lama. Il corpo è ancora in mano dell'autorità israeliana ed ai famigliari al momento è stato impedito di vederlo. L’esecuzione a sangue freddo di Raed non è un caso isolato ma una pratica diffusa lungo i checkpoint o durante un controlli di esercito e polizia israeliani. L’ultima vittima fu una donna al checkpoint di Qalandiya, il 18 settembre scorso. Il caso peggiore fu il 21 marzo scorso quando quattro palestinesi furono uccisi in 24 ore. Secondo Amnesty International, e altre associazioni per i diritti umani, solamente nell’ultimo anno sono centinaia i casi come questo, dove l’esercito israeliano, in territorio occupato, agisce con eccessivo uso della forza, fino ad assassinare, contro civili palestinesi disarmati o che non presentano una minaccia per i soldati o per chiunque altro.

 

   

LE CAMICIE NERE ISRAELIANE

di Giorgio Bongiovanni
Si chiamava Raed Al Bahre aveva 25 anni ed era palestinese. Raed viveva a Kufr Zebad, un piccolo villaggio di 1500 anime sulle aspre collinette della provincia di Tulkarem dove lavorava insieme al padre e ai fratelli nella tipografia di famiglia. Ieri sera, intorno alle ore 19, Raed si era recato al Checkpoint di Jbarah dove ad attenderlo c’era la cugina. Raed le stava consegnando delle olive come dono per sua nonna che vive a Tira, in Israele (al di là del muro di separazione). Lì dove le fertili terre palestinesi hanno preso il posto dei palazzi in cemento costruiti dalle mani israeliane neocolonialiste. Un regalo per quella donna anziana che lo ha cullato da piccolo e che a causa dell’occupazione e dell’avanzare degli anni non ha potuto veder crescere come una nonna dovrebbe poter fare con il proprio nipote. Un umile gesto di amore. L’ultimo, a dire la verità. Sì perché Raed è stato inspiegabilmente fermato dalle forze di sicurezza israeliane al checkpoint che, insospettite, lo hanno accusato di tenere in mano un coltello. I soldati hanno quindi fatto fuoco esplodendo diversi colpi. Il ragazzo si è accasciato a terra ed è morto dissanguato, l’esercito infatti non ha chiamato i soccorsi, lasciando che morisse in un lago di sangue. Una volta deceduto si sono limitati a coprire il cadavere con un sacco nero, quelli che in genere si usano per la spazzatura. al bahre raed assassinioCome un cane Raed è stato assassinato dai criminali fascisti del cosiddetto Stato di Israele. Uno Stato che si identifica come messianico, voluto da Dio. Un Dio tiranno, indifferente verso i deboli, verso i perseguitati, adorato dagli israeliani come lo adorava Hitler. Questo è oggi Israele. “L’unica democrazia del medio oriente”, come la descrive la stampa occidentale. Una farsa. A ben vedere, con determinati atti, si rivela essere una democrazia governata da assassini, fanatici, che così facendo sputano sulla parola del Signore, da loro così “rispettato” e “adorato”.
Esprimiamo la nostra solidarietà alla famiglia e ai nostri cronisti di ANTIMAFIADuemila Karim El Sadi e Jamil El Sadi, parenti della giovane vittima. E’ stata una coincidenza che un nostro cronista condivida un legame di parentela con il martire, non siamo complottisti o demagoghi, non è stato uno sfregio alla nostra redazione. Semmai, nel segreto delle preghiere per chi è credente, cercheremo di capire perché accadano queste cose. Quella che invece non può essere definita una coincidenza è la modalità in cui è caduto vittima il povero ragazzo. Un modus operandi adottato più e più volte da Israele. L’esecuzione a sangue freddo di Raed, infatti, non rappresenta un caso isolato ma risulta essere una pratica particolarmente diffusa lungo i checkpoint o durante i controlli di esercito e polizia israeliani.netanyahu flag isra naz Prima di ieri l’ultima vittima era stata una donna, al checkpoint di Qalandiya, il 18 settembre scorso. Il caso peggiore era avvenuto il 21 marzo scorso quando quattro palestinesi furono uccisi in 24 ore. Secondo Amnesty International ed altre associazioni per i diritti umani solamente nell’ultimo anno sono centinaia i casi come questo, dove l’esercito israeliano, in territorio occupato, ha agito (e continua ad agire) con eccessivo uso della forza contro civili palestinesi disarmati o che non rappresentano una minaccia per i soldati o per chiunque altro.
Ci auspichiamo, in futuro, che l’Europa intervenga con determinazione contro la tirannia dello stato israeliano affinché la popolazione palestinese possa finalmente respirare aria di libertà.

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Palestina: assassinato il giovane Raed, aveva 25 anni

 

   

GR SPAZIO APERTO - EDIZIONE SPECIALE

ASSASSINATO IN PALESTINA UN RAGAZZO DI APPENA 25 ANNI CUGINO DI KARIM DEL GRUPPO OUR VOICE.

IN COLLEGAMENTO TELEFONICO KARIM.

 

A SEGUIRE LE ALTRE NOTIZIE DI CRONACA DAL FRIULI V.G. IN COLLABORAZIONE CON TELEFRIULI DI UDINE

www.telefriuli.it

 

REGIA CENTRALE ROSARIO MORENO

IN STUDIO MASSIMO BONELLA

 

   

ECCO I NOMI DEI MANDANTI ESTERNI DELL'ASSASSINIO DEL NOSTRO AMICO PABLO MEDINA


 

Questa sera, in Paraguay, dibattito e spettacolo teatrale “Democracia?” - Diretta streaming!
di Giorgio Bongiovanni e Matías Guffanti

Questa sera, alle ore 24 italiane (alle 19 in Paraguay), ad Asunción, all'Auditorio Ruy Díaz de Guzmán de la Manzana de la Rivera, Ayolas 129 c/ El Paraguayo Independiente, andrà in scena lo spettacolo teatrale del Movimento Culturale Internazionale "Our Voice", dal titolo "Democracia?". L'opera sarà seguita da un dibattito, visibile in streaming nel nostro sito, sui temi della mafia e dell'antimafia, interamente dedicato alla memoria del giornalista paraguaiano Pablo Medina, corrispondente di ABC Color. Un nostro amico, prima ancora che collega. Con la nostra testata è stato autore di numerose inchieste sul narcotraffico in Paraguay.
Il 16 ottobre 2014 è stato ucciso insieme all'assistente Antonia Almada.

 

Dopo cinque anni di indagini giornalistiche, di indizi probatori, investigazioni della polizia e della magistratura i contorni di quel delitto sono sempre più delineati ed abbiamo un quadro chiaro sul perché, e da chi, è stato ucciso Pablo Medina. Nel dicembre 2017 una parte di verità è stata svelata con la condanna di Vilmar “Neneco” Acosta, ex sindaco di Ypejhú e mandante del doppio omicidio, a 39 anni di carcere. Uno dei killer, Flavio Acosta, nipote dell’ex sindaco, si trova detenuto in una prigione del Brasile. Nel frattempo il fratello di Vilmar, Wilson, sospettato di essere anche lui autore materiale del duplice omicidio, è ancora latitante probabilmente per quei segreti che può detenere sulle complicità istituzionali e su quei mandanti esterni che hanno permesso l'esecuzione.
Ma il livello delle complicità è ancora più alto. E' un fatto noto che il Paraguay è a tutti gli effetti un Narco-Stato. Per fortuna ci sono anche figure e funzionari di Stato che cercano di contrapporsi a questo sistema, come il Ministro Segretario Esecutivo della Segreteria Nazionale Antidroga del Paraguay (SENAD), Dr. Arnaldo Giuzzio, che ai nostri microfoni ha confermato come "la 'Ndrangheta è presente in Paraguay", ma la lotta resta impari.

Rispetto a certi fenomeni i politici di questo Paese, nella migliore delle ipotesi, sono deboli, omertosi e silenziosi. Nella peggiore la politica, fino ad arrivare al Presidente della Repubblica, è compromessa e corrotta con il lato più oscuro del Potere.
Cinque anni dopo il delitto è ora di dire basta, di fare i nomi dei responsabili e di tutti coloro che in qualche maniera hanno permesso che il corpo di Pablo fosse crivellato di colpi.
Responsabilità che raggiungono il magnate Horacio Cartes, già Presidente della Repubblica che controlla l'economia del Paese e che ha avuto fortissimi legami con i clan del narcotraffico.
Ma responsabile è stato anche il direttore di “ABC Color”, Aldo "Acero" Zuccolillo (oggi deceduto, ndr) che tolse la scorta privata, fino a quel momento garantita dal giornale, a Pablo Medina pochi giorni prima della sua morte, offrendo così una sponda ai killer per assassinare il giornalista.
Qui pubblichiamo una fotografia inedita di Zuccolillo in compagnia dell'ex dittatore del Paraguay Alfredo Stroessner. Dimostrazione di una certa vicinanza a certi ambienti di Potere. Questa sera parlerò di questi argomenti, senza sconti, facendo nomi e cognomi.

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