Giovedì, Giugno 20, 2019
   
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Triveneto Oggi

SAN MICHELE DI SACILE

Triveneto Oggi

9 GIUGNO 2019 -SAN MICHELE DI SACILE  , MANEGGIO ASD LA ROSTA.

 
Una giornata di grande successo, partecipazione, condivisione e soprattutto estiva che ha lasciato una grande soddisfazione e felicità sia ai partecipanti che ai tanti collaboratori e volontari che da mesi hanno pensato,costruito e organizzato questo stupendo momento in memoria di Christian e Davide che venivano ricordati ogni anno in questo periodo con la classica pedalata di San Michele, degnamente sostituita e anzi proiettata verso future edizioni di grande adesioni  ( quasi 500 persone fra la cmminata di 8 km   mattutina e il pranzo , hanno aderito, seguendo anche i tanti eventi pomeridiani fra burraco, lotteria e danza del ventre oltre ai giochi equitazione).
 
È  intervenuto con i saluti anche il Sindaco di Sacile Carlo Spagnol e la dott.ssa fisioterapista   AIL Anna Micol Berti .
 
Non poteva mancare il parroco di San Michele.

 

 

GIORNATA DELLA SOLIDARIETA' IN MOVIMENTO

Triveneto Oggi

SACILE 4 GIUGNO 2019 - Comune di Sacile. 

 
Presentata alla stampa e ai media   in Sala Giunta la Prima Edizione della Giornata della SOLIDARIETÀ  IN MOVIMENTO alla presenza del Sindaco Carlo Spagnol, del Presidente AIL PORDENONE  Aristide Colombera e in rappresentanza della ASD LA ROSTA  Mario Toffolì.
 
Quella di domenica 9 giugno con inizio ore 9.30 si tratta di una nuova riproposizione della tradizionale Pedalata di San Michele in ricordo di Christian e Davide che da moltissimi anni ai primi i di giugno veniva organizzata sempre per raccogliere fondi e donazioni a favore di AIL PORDENONE. 
 
Intensa e per tutti i gusti la proposta di intrattenimento che va dalla passeggiata mattutina fra la verde campagna di Sacile e  Caneva, di circa  8 chilometri non competitiva , ai giochi e spettacoli a cavallo, al torneo di burraco , alla danza del ventre e agli in tarettenimenti per i più piccoli, il tutto condito con il classico momento del pranzo all' aperto ben organizzato e promosso dalla Associazione Sagra di San .Michele.
 
Un grazie particolare va all' Associazione ASD LA ROSTA che da mesi e mesi si è resa disponibile per ospitare e soprattutto, concretamente ,realizzare l ennesima pagina importante non solo per AIL ma per tutti coloro che ruotano attorno a questa due impareggiabili realtà  liventine.
 
Il momento è  valso per realizzare la nuova puntata di Ail News Telepordenone in onda  Venerdì sera 7 giugno ore 21.15 e replica sabato mattina ore 10,00.con interviste e approfondimenti.
 
Stefano Boscariol Responsabile Comunicazione Eventi AIL

 

 

ESCURSIONISTI INCIVILI!

Triveneto Oggi

 

Zanoni (PD): “Gallo cedrone spennato vivo da escursionisti incivili: la Regione rafforzi i controlli per tutelare questa specie in via di estinzione”

Venezia, 31 maggio 2019

“La Regione deve tutelare le specie in via di estinzione, come il Gallo cedrone, rafforzando le misure di sorveglianza e impedendo a curiosi troppo invadenti di avvicinarsi nelle zone di riproduzione come le arene di canto”. È quanto chiedono in un’interrogazione i consiglieri dell’Intergruppo per il benessere e la conservazione della natura e degli animali Andrea Zanoni (PD), Cristina Guarda (AMP) e Patrizia Bartelle (IiC), dopo quanto denunciato nei giorni scorsi dall’amministrazione provinciale di Belluno: a un esemplare vivo sono state addirittura strappate alcune penne dalla coda come trofeo.

“Il Gallo cedrone, specie ormai in via di estinzione in Italia con appena circa 200-300 esemplari in Veneto, nella stagione degli amori arriva a scambiare l'uomo per un rivale d'amore e lo aggredisce a beccate - spiega Andrea Zanoni - Uno dei pochi casi in natura  di un animale che non sa riconoscere un antagonista sessuale, e lo confonde con quello di un'altra specie. Ciò però lo sottopone a facili catture come quella avvenuta nel Bellunese, solo per strappargli a vivo delle penne della ruota da utilizzare come trofeo. Hanno ragione gli esperti dell’ufficio faunistico di Belluno, che con il delegato alla Fauna selvatica e le Guardie provinciali denunciano la presenza fuori controllo di troppe persone in alta montagna prive di rispetto per la natura. Ecco perché siamo anche fortemente contrari al Pdl dei consiglieri Berlato e Possamai, oggi fermo in commissione Agricoltura e Caccia, che prevede di consentire a tutti i cacciatori di percorrere con i fuoristrada i sentieri di montagna adesso vietati, nonché agli emendamenti, ancora di Berlato, utili a concedere ulteriori spazi in montagna alle moto da cross. Noi invece vogliamo sanzioni più severe per le categorie che violano i divieti e perciò abbiamo previsto delle sanzioni accessorie come la confisca dei mezzi”. 

“Le maggiori autorità internazionali scientifiche - continua Zanoni, tornando al caso specifico del Gallo cedrone - denunciano il declino della biodiversità è il rischio di estinzione di diverse specie di uccelli. Il Gallo cedrone appartiene alla fauna alpina tutelata dall’articolo 5 della Direttiva Uccelli dell’Ue che prevede, tra l’altro, ‘il divieto di disturbare gli uccelli deliberatamente in particolare durante il periodo di riproduzione e di dipendenza’. Per questo - sottolinea - fotografi  ed escursionisti devono essere tenuti lontani dall’arena di canto, poiché impediscono alle femmine di avvicinarsi al maschio, facendo perdere la covata dell’anno. Ed essendo una specie a rischio è un comportamento doppiamente grave. Già lo scorso anno, in un’altra interrogazione, avevamo denunciato l’investimento e l’uccisione, nel Bellunese, di un altro Gallo cedrone sollecitando la Regione a prendere provvedimenti per la loro tutela. Nella risposta, risalente a settembre, l’assessore Corazzari oltre a qualche battuta di pessimo gusto come la richiesta di un minuto di silenzio per la morte del Gallo cedrone, aveva sottolineato come la Giunta avesse compiuto ogni adempimento di legge e che quindi erano necessari controlli più stringenti. Bene, a distanza di quasi un anno, ha intenzione di agire o dobbiamo aspettare l’estinzione di questo maestoso uccello da tutto il Veneto?”.

 

 

ECOISTITUTO VENETO - PROF. MICHELE BOATO INFO

Triveneto Oggi

AGORA' sulla DEMOCRAZIA  

INCONTRI per INFORMARCI e DISCUTERE LIBERAMENTE

a MESTRE in Via Dante 9, a Ri-LIBRI, sede dei consumatori, 

(500 m da FS lungo via Dante, nei portici) 

 Ti ricordo che questo  SABATO 1 giugno alle ORE 17

si tiene l'ultimo incontro pre-estivo:

C'E' DEMOCRAZIA NEI PARTITI POLITICI ITALIANI ?

con l'avv. Federica Corte-Coi di Conegliano

alla fine dolcetti fatti in casa (portane!)

ci vediamo sabato?, ciao, Michele Boato

 

 

CENTRO CULTURALE CITTA' APERTA INFO

Triveneto Oggi

 

QUALE FUTURO PER MESTRE? Domenica 26 maggio ore 16

presso Centro culturale CITTA' APERTA in via Col Moschin 20

( 400 m da Fs, tra v.Sernaglia e Felisati)

continua l’ASSEMBLEA PUBBLICAdel 5 maggio

sulle 15 proposte per fare di Mestre una città giardino

(vedi inserto se clicchi qui: https://www.ecoistituto-italia.org/cms-4/wp-content/uploads/Inserto-Mestre-che

Mestre ha una storia antichissima, Contesa nei secoli tra Treviso e Venezia, nel 1900 è decaduta a dormitorio delle nuove industrie di P.Marghera e assorbita nel 1936 nel Comune di Venezia. Nel secondo dopoguerra è stata oggetto di una spaventosa speculazione edilizia, che l’ha trasformata, da graziosa  cittadina murata, a periferia zeppa di anonimi palazzoni. L’azzeramento di Parco Ponci (con varie complicità pubbliche) ne è un triste esempio.

Il sacco di Mestre è continuato: interrato il ramo del Marzenego di via Poerio per far posto al traffico automobilistico, piazza Ferretto era diventata una camera a gas, in cui si “passeggiava” in mezzo ad un mare di tubi di scappamento.

Con le nostre “bici-festazioni”, che, all’arrivo, bloccavano l’accesso alle auto per vari sabati successivi, siamo riusciti a svegliare un Comune addormentato e a farla pedonalizzare grazie anche al sorprendente risultato del sondaggio giornalistico del quotidiano locale che finalmente dava un po’ di voce alla cittadinanza: 79% per la pedonalizzazione totale, 21% i contrari o chi la voleva pedonale solo di domenica. Era un primo passo per uscire dal disastro urbanistico, ma non è bastato. Ne è uno spaventoso esempio il “Mostro col buco” che (nonostante la durissima protesta di 7200 abitanti assieme ad Amico Albero) ha raso al suolo anche il piccolo ma preziosissimo Parco di via Pio X.

Ora sono cresciuti 7 Hotel-Carceri (senza un albero!) a 100 m dalla stazione a cui si aggiunge il pazzesco progetto (accordo Comune-GrandiStazioni) di altri due Hotel-condominio da oltre 90 metri , per soffocare la già invivibile area della stazione, occupando più di metà della striminzita piazzetta dei taxi!  E sul lato Marghera, sono in progetto altri 4 grattacieli e la cementificazione di buona parte del verde, abbandonato da decenni tra gli alveari della Cita e la stazione, dove da sempre è previsto il (mai realizzato) Parco di Marghera.

Si può invertire questa folle deriva?

Sì, ma solo se gli abitanti di Mestre e Marghera si scrollano la rassegnazione che, per esempio, ha permesso che il “Museo del 900 di Mestre e Marghera” diventi il quasi fallimentare M9, che nulla ha a che fare con la storia novecentesca della nostra città.

Da parte delle associazioni AmicoAlbero, Ecoistituto, Amici della bicicletta, Italia Nostra, Lipu, Movimento dei Consumatori, MestreMia e VeneziaCambia, sono state messe sul tavolo 16 concrete proposte, per fare di Mestre una Città Giardino

1 Una vera piazza della stazione di Mestre, che è la più importante del NordEst, usata da 85mila persone al giorno. Ma è la più congestionata e la meno funzionale per la mancanza di spazi pubblici: non si riesce a parcheggiare per accompagnare un parente al treno o aspettarlo; nelle ore di punta bisogna sgomitare per arrivare ai binari, hanno tolto le sale d’attesa e addirittura non c’è più una panchina: ci sono spesso giovani (e non) che aspettano i treni seduti per terra! I passeggeri sono considerati massa da far passare nei nuovi negozi.

La proposta: non diminuire i pochi spazi liberi, anzi, recuperarne altri per la sosta dei mezzi pubblici, revocando le recentissime concessioni gratuite di aree demaniali date agli hotel Bologna e Plaza, recintate e quasi sempre vuote,.

I nuovi edifici vanno ridotti o eliminati, ci sono già troppi alberghi nell’area stazione: va cancellata l’occupazione dello spazio antistante la Polizia (piazzetta taxi):

Le auto dalla Tangenziale vanno indirizzate sul lato Marghera, allontanate dall’area davanti la stazione dove va ridotto il traffico con un nuovo collegamento tra v.Cappuccina (rotatoria) e v. Piave, dietro i park e gli hotel, con piccole zone di sosta breve ai margini (per es. al posto del park a fianco delle Botti). Pensiline e portici per i pedoni tra stazione, taxi, fermate bus, hotel, aree verdi, park, fino agli inizi di via.Capuccina e Piave, pista ciclabile, verde, servizi, pubblici, esercizi.

2 Sicurezza per pedoni e ciclisti: auto a 30 Km/ora

Troppo spesso non danno la precedenza e corrono troppo veloci. 50 Km all’ora sono troppi nelle vie di quartiere ma anche nelle vie Piave, Cappuccina, Corso del Popolo, Bissuola, Cà Rossa e San Donà. E i passaggi ciclabili (segnati spesso a fianco di quelli pedonali) non sono neppure conosciuti.

3 Museo civico di Mestre nell’ex scuola De Amicis in via Pio X,

Da 40 anni si parla di dare una dignitosa collocazione ai molti reperti archeologici della Mestre paleo Veneta, Medioevale, i quadri come il Canaletto con la scalinata del Canal Salso in Piazza Barche o  Piazza Maggiore di Felisati e le foto del  tram nel primo 1900; le fabbriche storiche di Mestre e quelle di P.Marghera, il Campo trincerato dei Forti che fanno corona a Forte Marghera.

E poi:

4 Riportare il Canal Salso in Piazza Barche, riscoprendo la scalinata

5 Un ponte ciclo-pedonale tra via Torino e Forte Marghera

6 Riaprire e potenziare l’Emeroteca di via Poerio, funzionava benissimo, ora è chiusa

7 Un parco (scuole e tanto altro) nel “buco nero” dell’ex Ospedale Umberto I

8 La rinascita di Parco Bissuola e del suo Centro Civico,

9 Anche Marghera può avere il suo Parco tra la stazione e la Cita

10 Non permettere alla Save di continuare a desertificare Tessera

11 Niente cemento, più alberi al Parco di San Giuliano

12 Liberare la Torre dalla scala-ghigliottina e Piazzale Sicilia dai ferri arrugginiti

13 Poter andare a Venezia (anche) in bici

14 Eliminare le barriere architettoniche, come alle poste di P.le Sicilia e in quasi tutti i binari della stazione

15 Dare voce alle/agli abitanti con sedi pubbliche e gratuite e nelle Municipalità.

16 Il Parco del Marzenego,con gli argini ciclopedonali tra piazzale Olimpia e Forte Gazzera

Insomma realizzare il sogno del compianto prosindaco di Mestre, Gaetano Zorzetto: Mestre bella.

Verbale molto sintetico dell’Assemblea di domenica 5 maggio a CittAperta

Nonostante la pioggia, partecipa una settantina di persone, le sedie a semicerchio con di fronte un pannello 3x3 m con una foto aerea di Mestre e di Marghera.

Introduce Michele Boato, a nome di AmicoAlbero e Ecoistituto, due delle dieci associazioni che hanno convocato l’assemblea con 15 proposte per tagliare le unghie alla speculazione edilizia e fare di Mestre una città giardino.

Interviene poi Giorgio Sarto, urbanista di StoriA Mestre, che distribuisce ai presenti copie di una mappa di Mestre in cui risalta l’ovale del Castelvecchio (nel’area ex Umberto I) e i resti delle mura e torri del Castelnuovo. Propone un uso pubblico dell’area dell’ex ospedale.

Roberto Scarpa, già urbanista in Regione, propone che si colleghi l’ex Umberto I con la stazione della Metropolitana di imminente costruzione in piazzale Olimpia e con i giardini di Villa Querini (ora chiusi). Critica le costruzioni in corso nel Parco di S.Giuliano, abusive perché in area inedificabile (vincolata dal 1997).

Andrea Grigoletto, vicepr. naz.Istituto dei castelli, ricorda la battaglia vinta per l’uso pubblico di tutti i forti del Campo tricerato di Mestre (tranne F.Cosenz). “Per il 2020 faremo iniziative su Mestre ex città murata e ripubblicheremo il testo storico di Marco Sbrogiò ‘I castelli di Mestre e l’antica struttura urbana’ ”).  Sabato 18 mattina l’assoc. CRIAAVE organizza un’altra protesta contro il taglio di altre centinaia di alberi a fianco dell’aeroporto di Tessera.

Stefano Boato “abbiamo fatto già da due anni come Ecoistituto del veneto e Veneziacambia la proposta di eliminare la torre prevista proprio sul sedime del Castelvecchio (lato p.le Candiani) e ridurre drasticamente le enormi cubature concesse dalla giunta Cacciari 2 per altre due torri verso via Circonvallazione, in un’area che il PRG prevedeva a Parco. Serve una variante urbanistica anche per il restauro degli edifici storici vincolati ed eventuali nuovi edifici a servizio dei cittadini.

Roberto, a none del neo costituito Comitato Umberto I,  presenta la “Visita guidata” all’area dell’ex Umberto I di martedì 7 maggio, con partenza alle 18 dalla piazzetta del Toniolo, “Umberto I – Bene Comune- riscopriamo il Castelvecchio di Mestre”

Carla Dalla Costa, dell’assoc. Sette nani di Cipressina, a nome anche del Forum Patto del Fiume Marzenego, illustra la proposta del Parco del Marzenego, di nuovo possibile, essendo decaduta nel 2014 la lottizzazione sull’area verde ad ovest della ferrovia e della tangenziale.

Pino Sartori, vicepres. assoc. La Salsola di Campalto, presenta l’Oasi delle barene di Campalto nel ricostituendo Parco della Laguna Nord e una ista di altre proposte relative a tutto il comune, tra cui la valorizzazione naturalistica del Boschetto di Carpenedo in collegamento all’area di Forte Vallon.

Enzo Castelli, già presidente della Municipalità di Venezia e portavoce di Possibile, propone: limitare il traffico in centro città, come si fa a Ferrara, aumentando le zone pedonali e ciclabili, limitando i camion e deviando i bus; demolire la ex emeroteca di via Poerio, per allargare piazza Ferretto e fa vedere il Laurentianum (anticha Scuola dei Battuti); per non cadere nella monocultura del turismo, rilanciare Marghera con bonifiche e produzioni a basso impatto ambientale (agroalim.)

Sandro Castagna, di Venezia Cambia, affronta il rapporto con la laguna: per es. un collegamento tra S. Giuliano e S.Giobbe (Cannaregio)? Attenzione alla 3° e 4° pista dell’aeroporto (che finiscono in laguna e ad Altino) che Marchi sta facendo progettare, pronto a tirarle fuori dopo la rielezione del suo socio Brugnaro.

Giovanni Leone, architetto, l’area verde lungo il Marzenego, ad ovest di Mestre, è preziosa; andrebbero ripristinati i meandri del fiume, ora rettificati e cementificati con gravi conseguenze come l’alluvione del 2007.

Carlo Giacomini, ecoistituto del veneto e co-autore delle proposte del volantone, illustra gli orrori del progetto che incombe sulla stazione di Mestre; propone una campagna contro la (illegale) privatizzazione della stazione, illustra le possibilità di nuovi accessi dal lato sud (Marghera) alla “piastra” in progetto sopra i binari e come creare una piazza pedonale sul lato Mestre.   Da subito una “navetta” ferroviaria che colleghi continuamente Mestre e Venezia sul binario 1.

MariaRosa Vittadini, urbanista attiva nell’ass. Poveglia per tutti, è una delle circa 10 persone di Venezia partecipanti all’assemblea. Propone di venire in una prossima assemblea a mostrare come in Francia (Parigi) e Germania si sia affrontato il traffico nelle grandi città. Invita tutti a partecipare all’assemblea simile a questa, ma dedicata a tutto il territorio comunale (lagunare e di terra) che si tiene sabato 18 maggio dalle 14.45 alle 19 al padiglione Antares del Vega. Si unta a costruire un programma per il Comune, da proporre agli aspiranti sindaci.

Antonio Dalla Venezia, amici della bicicletta, sottolinea che, oltre alle analisi, occorre individuare alcuni punti strategici per la città, per sostenerli tutti assieme (stazione, ex Umberto I, Marzenego?)

Giovanni Spaliviero, la cosa più urgente è la questione stazione di Mestre, centrale per la città metropolitana e per tutto il Veneto. In passato si è impedito, da parte di varie categorie veneziane, che diventasse la stazione principale.

Mario Esposito, operatore culturale, “con l’attore Roberto Milani (presente all’assemblea) da due anni tentiamo invano di far nascere (a costo zero per il Comune) un luogo per far teatro, musica ed esposizioni a fianco della torre di via Spalti, ora usata come parcheggio semi-privato dei messi comunali. Nessun assessore prende decisioni, solo il sindaco, ma non le prende. Lo stesso succede per un analogo progetto in Piazza Barche. Ora interloquiamo con la direzione dell’M9.

GianPietro Pizzo, VeneziaCambia, occorre affrontare anche gli interessi economici che dominano Mestre, la rappresentanza è in crisi, serve un’assunzione diretta di responsabilità da arte degli abitanti, anche costruendo una Lista Civica ampia ed inclusiva.

Fabrizio Zabeo, Comitato allagati di Favaro e StoriAMestre, le associazioni sono attaccate in ogni modo da questa amministrazione comunale

Sergio Barizza, storico di Mestre ex curatore dell’Archivio comunale, d’accordo con castelli, bisogna abbattere l’ex emeroteca di via Poerio se si vuole mettere in evidenza il più bel monumento della storia di Mestre. E va valorizzata la torre di via Spalti (basterebbero due faretti), Mestre ha una sua storia, non subalterna a Venezia.

Roberto Cargnelli servono iniziative veloci, flash mob, ecc. solo così si coinvolgono anche i giovani.

Michele Boato, oltre alle iniziative di martedì 7 alle 18 all’ex Umberto I e di giovedì 9 alle 17.30 al Parco Bissuola, propone di andare in bicicletta sabato11 alle 11 da P.le  Da Vinci in via Querini per fermarsi tutti in mezzo alla strada dove la palizzata da due anni interrompe la pista ciclabile per rifare  20 m  di muretto.

Dopo l’assemblea al Vega di sabato 18 pomeriggio, questa assemblea è riconvocata per domenica 26 maggio alle  16 a  CittAperta.

Inoltre questa Domenica 5 maggio alle ore 16 presso CittAperta, in via Col Moschin 20 (tra via Sernaglia e Felisati)

importantissima Assemblea cittadina BASTA CEMENTO A MESTRE: CHE CITTA' VOGLIAMO?

su 15 proposte che puoi vedere se clicchi qui: https://www.ecoistituto-italia.org/cms-4/wp-content/uploads/Inserto-Mestre-che

 

 

AGORA' PER LA DEMOCRAZIA

Triveneto Oggi

AGORA' sulla DEMOCRAZIA  

INCONTRI per INFORMARCI e DISCUTERE LIBERAMENTE

a partire da eventi storici

in Via Dante 9, a Ri-LIBRI, sede dei consumatori, 

(nei portici tra P.le Da Vinci e via Fusinato) 

              SABATO, ORE 17

Questo Sabato 18 maggio PALESTINA E ISRAELE. QUALE DEMOCRAZIA?

con Pina Fioretti, laureata in arabo, docente nelle scuole primarie a Venezia

 

sabato 25 maggio IL CAMMINO DELLA DEMOCRAZIA IN INDIA (Gandhi) 

con Massimo (Mao) Valpiana presidente naz. Movimento Nonviolento

 

sabato giugno  MANCANZA DI DEMOCRAZIA NEI PARTITI POLITICI ITALIANI 

con l'avv. Federica Corte-Coi di Conegliano

inoltre:   

QUALE FUTURO PER MESTRE?

ASSEMBLEA PUBBLICA  

Domenica 26 maggio ore 16

presso Centro culturale CITTA' APERTA

in via Col Moschin 20 ( 400 m da Fs, tra v.Sernaglia e Felisati)

continua l’ASSEMBLEA PUBBLICAdel 5 maggio

sulle 15 proposte per fare di Mestre una città giardino

(vedi inserto di Tera e Aqua 104 di aprile scorso)

 

   

PER MESTRE CITTA' GIARDINO DI MICHELE BOATO

Triveneto Oggi

PER MESTRE CITTA’ GIARDINOdi  Michele Boato  Ecoistituto del Veneto

Mestre ha una storia antichissima, Contesa nei secoli tra Treviso e Venezia, nel 1900 è decaduta a dormitorio delle nuove industrie di P.Marghera e assorbita nel 1936 nel Comune di Venezia. Nel secondo dopoguerra è stata oggetto di una spaventosa speculazione edilizia, che l’ha trasformata, da graziosa  cittadina murata, a periferia zeppa di anonimi palazzoni. L’azzeramento di Parco Ponci (con varie complicità pubbliche) ne è un triste esempio.

Il sacco di Mestre è continuato: interrato il ramo del Marzenego di via Poerio per far posto al traffico automobilistico, piazza Ferretto era diventata una camera a gas, in cui si “passeggiava” in mezzo ad un mare di tubi di scappamento.

Con le nostre “bici-festazioni”, che, all’arrivo, bloccavano l’accesso alle auto per vari sabati successivi, siamo riusciti a svegliare un Comune addormentato e a farla pedonalizzare grazie anche al sorprendente risultato del sondaggio giornalistico del quotidiano locale che finalmente dava un po’ di voce alla cittadinanza: 79% per la pedonalizzazione totale, 21% i contrari o chi la voleva pedonale solo di domenica. Era un primo passo per uscire dal disastro urbanistico, ma non è bastato. Ne è uno spaventoso esempio il “Mostro col buco” che (nonostante la durissima protesta di 7200 abitanti assieme ad Amico Albero) ha raso al suolo anche il piccolo ma preziosissimo Parco di via Pio X.

Ora sono cresciuti 7 Hotel-Carceri (senza un albero!) a 100 m dalla stazione a cui si aggiunge il pazzesco progetto (accordo Comune-GrandiStazioni) di altri due Hotel-condominio da oltre 90 metri , per soffocare la già invivibile area della stazione, occupando più di metà della striminzita piazzetta dei taxi!  E sul lato Marghera, sono in progetto altri 4 grattacieli e la cementificazione di buona parte del verde, abbandonato da decenni tra gli alveari della Cita e la stazione, dove da sempre è previsto il (mai realizzato) Parco di Marghera.

Si può invertire questa folle deriva?

Sì, ma solo se gli abitanti di Mestre e Marghera si scrollano la rassegnazione che, per esempio, ha permesso che il “Museo del 900 di Mestre e Marghera” diventi il quasi fallimentare M9, che nulla ha a che fare con la storia novecentesca della nostra città.

Da parte delle associazioni AmicoAlbero, Ecoistituto, Amici della bicicletta, Italia Nostra, Lipu, Movimento dei Consumatori, MestreMia e VeneziaCambia, sono state messe sul tavolo 16 concrete proposte, per fare di Mestre una Città Giardino: 

1 Una vera piazza della stazione di Mestre, che è la più importante del NordEst, usata da 85mila persone al giorno. Ma è la più congestionata e la meno funzionale per la mancanza di spazi pubblici: non si riesce a parcheggiare per accompagnare un parente al treno o aspettarlo; nelle ore di punta bisogna sgomitare per arrivare ai binari, hanno tolto le sale d’attesa e addirittura non c’è più una panchina: ci sono spesso giovani (e non) che aspettano i treni seduti per terra! I passeggeri sono considerati massa da far passare nei nuovi negozi.

La proposta: non diminuire i pochi spazi liberi, anzi, recuperarne altri per la sosta dei mezzi pubblici, revocando le recentissime concessioni gratuite di aree demaniali date agli hotel Bologna e Plaza, recintate e quasi sempre vuote,.

I nuovi edifici vanno ridotti o eliminati, ci sono già troppi alberghi nell’area stazione: va cancellata l’occupazione dello spazio antistante la Polizia (piazzetta taxi):

Le auto dalla Tangenziale vanno indirizzate sul lato Marghera, allontanate dall’area davanti la stazione dove va ridotto il traffico con un nuovo collegamento tra v.Cappuccina (rotatoria) e v. Piave, dietro i park e gli hotel, con piccole zone di sosta breve ai margini (per es. al posto del park a fianco delle Botti). Pensiline e portici per i pedoni tra stazione, taxi, fermate bus, hotel, aree verdi, park, fino agli inizi di via.Capuccina e Piave, pista ciclabile, verde, servizi, pubblici, esercizi.

2 Sicurezza per pedoni e ciclisti: auto a 30 Km/ora

Troppo spesso non danno la precedenza e corrono troppo veloci. 50 Km all’ora sono troppi nelle vie di quartiere ma anche nelle vie Piave, Cappuccina, Corso del Popolo, Bissuola, Cà Rossa e San Donà. E i passaggi ciclabili (segnati spesso a fianco di quelli pedonali) non sono neppure conosciuti.

3 Museo civico di Mestre nell’ex scuola De Amicis in via Pio X,

Da 40 anni si parla di dare una dignitosa collocazione ai molti reperti archeologici della Mestre paleo Veneta, Medioevale, i quadri come il Canaletto con la scalinata del Canal Salso in Piazza Barche o  Piazza Maggiore di Felisati e le foto del tram nel primo 1900; le fabbriche storiche di Mestre e quelle di P.Marghera, il Campo trincerato dei Forti che fanno corona a Forte Marghera.

E poi:

4 Riportare il Canal Salso in Piazza Barche, riscoprendo la scalinata

5 Un ponte ciclo-pedonale tra via Torino e Forte Marghera

6 Riaprire e potenziare l’Emeroteca di via Poerio, funzionava benissimo, ora è chiusa

7 Un parco (scuole e tanto altro) nel “buco nero” dell’ex Ospedale Umberto I

8 La rinascita di Parco Bissuola e del suo Centro Civico,

9 Anche Marghera può avere il suo Parco tra la stazione e la Cita

10 Non permettere alla Save di continuare a desertificare Tessera

11 Niente cemento, più alberi al Parco di San Giuliano

12 Liberare la Torre dalla scala-ghigliottina e Piazzale Sicilia dai ferri arrugginiti

13 Poter andare a Venezia (anche) in bici

14 Eliminare le barriere architettoniche, come alle poste di P.le Sicilia e in quasi tutti i binari della stazione

15 Dare voce alle/agli abitanti con sedi pubbliche e gratuite e nelle Municipalità.

16 Il Parco del Marzenego,con gli argini ciclopedonali tra piazzale Olimpia e Forte Gazzera

 

Insomma realizzare il sogno del compianto prosindaco di Mestre, Gaetano Zorzetto: Mestre bella.

 

   

COMUNE DI PORTOGRUARO INIZIATIVE

Triveneto Oggi

 

COMUNICATO STAMPA

(con gentile preghiera di pubblicazione)

Evento musicale

Carlo Colombo 5et Swing Party live Show

18 maggio 2019 ore 21:00

Piazza della Repubblica, Portogruaro (VE)

Il Comune di Portogruaro in collaborazione con Luisa Trevisi – Idee che danno spettacolo organizza concerto con il “Carlo Colombo Quintet" e la partecipazione di Dj Daniela Belfatto (DaniElla)

Durante la serata si esibiranno i ballerini dei gruppi: The Great Coconut Club, Trieste Swing e Udine Swing Zoo

Il gruppo è formato da Carlo Colombo piano, voce; Stefano Gajon clarinetto, glockenspiel, cori; Renato Peppoloni batteria, cori; Mattia Magatelli contrabbasso, cori; Dario Zennaro chitarra, cori.

Il progetto Carlo Colombo Quintet propone canzoni originali e cover in chiave jazz-swing dove Carlo Colombo, pianista e cantante, racconta storie di vita quotidiana accompagnato da stimati musicisti jazz a livello nazionale.

Questo tipo di spettacolo crea un’atmosfera d’altri tempi. La sonorità proposta è acustica, raffinata ed accattivante,

Si spazia dal suono classico swing anni '40-50 fino a sonorità anni '30.

Questa operazione vuole essere una scoperta o per alcuni una riscoperta delle sensazioni legate ad un genere immortale come lo swing.

Il repertorio è pensato per il ballo di coppia swing e lindyhop, nell'ultimo disco è presente la prima versione italiana autorizzata dall'editore originale di "Tain't what you do" (sigla universalmente riconosciuta dei ballerini di lindyhop).

Oltre al repertorio originale, si affiancano celebri cover in italiano ed inglese.

Grande spazio è dato alla musica ed ai musicisti che dialogando tra loro con i loro strumenti diventano veri protagonisti in questo spettacolo e non soltanto dei semplici accompagnatori, assicurando uno spettacolo godibilissimo anche dai non ballerini.

Il Progetto Carlo Colombo nelle sue varie formazioni ha suonato in diversi festival e rassegne jazz tra cui: Arezzo Jazz, Veneto jazz, Jazz & Wine a Gorizia, SanGiezz Festival a Termoli, e numerosi Jazz Club tra cui il "Chet Baker" a Bologna, Il "Vapore" a Marghera(Ve), "Jazz Club 900" a Venezia, "Osteria del jazz" e "Jumpin'Jazz Ballroom" a Milano.

Inoltre ha suonato nel Festival Treviso Street - Food & Jazz nelle edizioni 2016, 2017, 2018; MusicaViva a Cison di Valmarino nel 2017; Suoni Di Marca Treviso nel 2013 e 2018, Swing on the Beach - The italian "Swing Craze" Festival a Pescara nel 2018, Bassano sotto le stelle nel 2018, evento legato ai festeggiamenti di capodanno in un’isola privata delle Maldive nel 2019.

La parola all'artista:

"Lo swing è un genere musicale che trasversalmente riesce a colpire dai bambini agli anziani perché è una musica energica, acustica, non ha bisogno di amplificazione, di aiuti, di elettronica, per cui le vibrazioni che ne scaturiscono sono sempre delle vibrazioni positive.

Da bambino volevo fare il disegnatore, mi piaceva, sono passato alla musica perché con quest'ultima riuscivo ad avere una tridimensionalità e un’astrazione che con il disegno non riuscivo ad esprimere.

Il pianoforte è bello perché è uno strumento completo. Tu praticamente hai sotto le mani tutta l'orchestra. Il pianoforte è importante, è un po' considerato il re degli strumenti per questo motivo...perché tu puoi imitare l'orchestra

La necessità di creare non è cambiata nel tempo, la molla è sempre la stessa, trovare dei lati umani o quantomeno romantici da raccontare a cose, persone o situazioni che gli altri non considerano.

Per le influenze musicali devo ringraziare soprattutto i miei due fratelli maggiori, ascoltavano gran bella musica: Rolling Stones, Bowie, Talking Heads, Cure, e tantissimi altri, poi ho capito che per comprendere bene la musica moderna bisognava andare alle origini, musica classica, blues e jazz, e lì ho ascoltato di tutto.

Da mio padre ho ereditato le canzoni anni 40-50 fino a Carosone e Buscaglione, da parte di mia madre il concerto per pianoforte e orchestra di Tcaikovsky ed il film Disney “Fantasia”

Documentario di presentazione di Carlo Colombo: https://vimeo.com/311409326

Sito internet: www.carlocolombo.net

CURRICULUM ARTISTI:

CARLO COLOMBO

Musicista autore e pianista trevigiano, classe 1970, si avvicina al pianoforte all'età di quattordici anni iniziando lo studio della musica classica.

Verso la fine degli anni 80 inizia con delle formazioni rock come tastierista e fonda nel 1989 l'H.S.H. band, formazione di rock sperimentale con la quale vince il primo premio al festival del video indipendente di Monza, sez. Videoclip, con il brano "Televideo".

Per un anno è stato pianista del duo di cabaret "Caffè Sconcerto" che lo ha portato in giro per l’Italia in svariati spettacoli.  Parallelamente al rock sperimentale e al cabaret, Colombo continua lo studio del pianoforte e si avvicina al jazz grazie ad una borsa di studio vinta nel 1992 che lo porta ad una full-immersion di quattro mesi studiando con musicisti jazz di livello mondiale quali Harold Danko, Mark Egan, Vic Juris, Maurizio Caldura, Ares Tavolazzi, Bruno Cesselli ed altri.

Alla fine dei 90 inizia la carriera di autore, pubblica cinque cd e vince nel 2003 la "Gondola d’argento" a Venezia con il brano "L’intellettuale ad agosto".

Oggi oltre al progetto swing italiano d’autore, collabora come pianista e compositore in diverse formazioni che spaziano dallo swing alla musica elettronica, pop ed altro.

Dal 2013 al 2015 è direttore ed arrangiatore della "Portobuffolè Swing Orchestra".

Con il marchio "Officine Golob" produce nel suo studio colonne sonore e sonorizzazioni.

Il suo catalogo musiche è presente in numerosi portali di sonorizzazioni: Pond5, Getty Images Music, Crucialmusic, Intervox, ecc.

Nel 2015 entra nel team compositori della "Pong Ping", libreria finlandese di musiche interattive per videogiochi.

Nello stesso anno compone le musiche e sound design per il gioco per visore oculus Vrasteroid prodotto dalla Spinvector Spa, per la stessa azienda cura il sound design per l'installazione "Torre San Mauro" a San Mauro Forte-MT.

Dal 2016 entra a far parte del team sviluppo videogiochi"Bat Meeting" come creativo, compositore e sound designer.

Nel 2018 due canzoni tratte dall'album "Vai" sono inserite nella colonna sonora di due film americani: "Pizza siciliana" nel film "The Honor list" di Elissa Down e "Din don dan" nel film "Book club" di Bill Holderman con Diane Keaton e Jane Fonda.

MATTIA MAGATELLI

Contrabbassista, bassista elettrico e compositore, ha studiato dal 2001 al 2003 ai Civici Corsi di Jazz con sede a Milano per poi proseguire gli studi come autodidatta.

Vanta numerose collaborazioni nazionali e internazionali, soprattutto nell'ambito del jazz, e si è esibito in tutta Europa, Stati Uniti e Asia.

Ha inciso più di 50 dischi con artisti del calibro di Franco Cerri, Guido Manusardi, Gianni Cazzola e Ivan Segreto.

Ha vinto una borsa di studio per lo Jasi nel 2007, che frequenta nel 2008 a Riga.

Vince ancora il primo premio al concorso Bergamo jazz di Treviglio con Dienno e Rebulla, il secondo premio al festival Getxo in Spagna con Vitale e Windfield e vince con il Kaja Draksler Acropolis Quintet il 12 Points Plus Program a Dublino.

Tra gli altri ha suonato con Billy Cobham, Alex Sipiagin, Fabrizio Bosso, Fabio Morgera, Massimo Manzi, Pietyro Tonolo…solo per citarne alcuni.

RENATO PEPPOLONI

Batterista e percussionista di Perugia frequenta il conservatorio F. Morlacchi tra la fine degli anni ’70 e i primi anni ’80 dove studia con il M° Vincenzo Restuccia.

Apprezzato didatta insegna batteria e musica d’insieme in diverse scuole dell’Umbria (“Scienza come Arte” di Perugia, Scuola comunale di Gubbio, come titolare della cattedra di batteria, ed altre).

Batterista raffinato e meditativo, conosciuto per il tocco delicato e al tempo stesso carico di swing, vanta collaborazioni in Big Band dirette da Giancarlo Gazzani, Ramberto Ciammarughi, Mario Raja (Perugia Big Band, Arkestra Jazz Big Band, Big Band di Padova).

Numerose presenze in Festivals italiani e stranieri con diversi musicisti (Gabriele Mirabassi, Fabio Zeppetella, Sandro Satta, Lello Pareti, Stefano Cantini, Stefano Travaglini, Maurizio Giammarco, Cerri, Enrico Intra, Renato Sellani, Pietro Condorelli, John Mosca, Umberto Fiorentino, Rita Marcotulli, Ermanno Signorelli, Pietro Tonolo, Marcello Tonolo, Michele Polga, Leo Brower)

STEFANO GAJON

Nasce a Venezia nel 1976.Studia al Conservatorio "B. Marcello" di Venezia sotto la guida del M. Giovanni Bacchi diplomandosi in "Clarinetto" con il massimo dei voti nel 1995. Successivamente si diploma in "Jazz" (2003) studiando con artisti quali Pietro Tonolo, Marco Micheli, Corrado Guarino, Enrico Fazio. Frequenta tre masterclasses tenuti dal M. Fabio Di Casola, e si perfeziona sotto la guida del M. Corrado Orlando.

Interessato a numerosi e differenti linguaggi musicali, intraprende vari percorsi nell'ambito della musica jazz, balcanica, popolare, classica, contemporanea colta e del teatro di prosa. Nel suo cammino musicale ha la fortuna di incontrare e collaborare con artisti quali: Heinz Holliger, Antonio Pappano, Bruno Canino, Carlo Boccadoro, Mariangela Melato, Caterina Caselli, Franco Fasano, Vince Tempera, Fabrizio Berlincioni, Pietro Tonolo, Marco Micheli, Corrado Guarino, Saverio Tasca, Daniele Labelli, Ivan Tibolla, Carlo Colombo, Pino Bifano, Tiziano Chiappelli, David Boato, Cheryl Porter, Marco Carlesso, Massimo Tagliata.

Nel 2000 fonda assieme a Dario Zennaro alle chitarre, Andrea Zennaro alla tuba e Davide Michieletto alla batteria il quartetto Quartoinfolio, un ensemble-laboratorio nel quale convergono diverse idee musicali unite dal linguaggio jazzistico alla base. Nel 2006 esce il primo cd, "QIF" prodotto da Caligola Records.

DARIO ZENNARO

Chitarrista classico, jazz e di musica moderna, compositore e arrangiatore. Ha studiato al Conservatorio “B.Marcello” di Venezia diplomandosi col massimo dei voti sotto la guida del M°Tommaso De Nardis, ed ha conseguito il diploma di Jazz studiando con importanti musicisti italiani quali Pietro Tonolo, Marco Micheli, Corrado Guarino. Nel 2007 ha partecipato ai seminari internazionali di “Siena Jazz” studiando con Tommaso Lama (chitarra jazz) e Bruno Tommaso (musica d’insieme). Nel 2011 ha suonato nel gruppo diretto dal pianista jazz Stefano Battaglia nell’ambito dei corsi invernali di Siena Jazz.

Come solista ha vinto numerosi premi in concorsi nazionali ed internazionali piazzandosi più volte al primo posto. Con il DVT trio è arrivato in finale al concorso nazionale per nuovi talenti del jazz italiano “Chicco Bettinardi 2010”, con Gianluca Chiarini sextet è arrivato in finale al concorso “Barga Jazz Contest”.

Tra i diversi cd ai quali ha partecipato si ricordano: “Quartoinfolio” (2006 Caligola Records) “No signal” con il Daniele Vianello Trio (2011 Caligola Records) “Jazz seven”, con musiche originali del sassofonista Gianluca Chiarini “Samburinha” e “Freve da Samba” con il gruppo di musica brasiliana “Freve da Samba” “Circus” come leader e compositore del Dario Zennaro Trio (2012 Videoradio).

Sono attualmente in produzione un disco di chitarra classica e flauto “Danse Joiose” ed il secondo disco del quartetto di Daniele Vianello. Si è esibito in diverse formazioni nell’ambito di rassegne jazzistiche nazionali come “Ubi Jazz”, “Terramossa”, “Veneto Jazz”, “Festival Jazz di Volterra”, “Jazz e dintorni” di Feltre. Ha suonato in tourneè con Tony Pagliuca e David Jackson. Per il “Festival Jazz di Cison di Valmarino” ha aperto il concerto del celebre chitarrista Sylvain Luc. Nell’estate del 2009 è partito per una tournée con “l’Orchestra Italiana Napoletana” suonando nei più importanti teatri (tra cui il Tokio Opera City Hall) del Giappone.

Luisa Trevisi347/8217393
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ANDREA ZANONI INFO

Triveneto Oggi

 

Comunicato stampa
 

Zanoni (PD): “All’Aeroglass di Ospedaletto di Istrana emissioni di sostanze cancerogene oltre i valori di legge. La Regione si faccia parte attiva per tutelare salute di cittadini e lavoratori e ambiente”

Venezia, 10 maggio 2019

“L’Arpav ha certificato che all’Aeroglass Filtri ci sono emissioni di formaldeide, sostanza considerata cancerogena, superiori ai limiti di legge. Cosa intende fare la Giunta Zaia per tutelare la salute di lavoratori e cittadini nonché l’ambiente?”. La domanda è di Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico, che ha presentato un’interrogazione indirizzata all’assessore regionale alla Sanità Lazzarin e all’assessore all’Ambiente Bottacin, in seguito ai monitoraggi effettuati dall’Agenzia regionale per la protezione ambientale, su richiesta della Provincia di Treviso, presso la ditta di Ospedaletto di Istrana che produce filtri per l’aria in fibre di vetro.

“Stando alle rilevazioni - sottolinea ancora Zanoni - i valori supererebbero di ben 15 volte i parametri massimi fissati dalla legge, 303mg/Nm3 contro 20mg/Nm3. Ho chiesto i documenti ufficiali ad Arpav e sentito le rappresentanze sindacali della Femca Cisl in merito all’allarme lanciato da quest’ultima. Un allarme che ritengo più che giustificato, specialmente per i lavoratori dell’impianto di essiccazione dove sono state registrate le concentrazioni massime delle sostanze cancerogene. Nella relazione di Arpav, inoltre, viene evidenziata una violazione della legge in materia di tutela dell’aria e riduzione delle emissioni in atmosfera; Non possiamo accontentarci delle rassicurazioni generiche da parte dell’azienda che parla di anomalia, pur avendo commissionato ulteriori accertamenti. Servono ulteriori analisi sulla qualità dell’aria e visite mediche per monitorare la salute dei 50 dipendenti a carico dell’Aeroglass. Anche la Regione - il sollecito finale del vicepresidente della commissione Ambiente - faccia la propria parte e dica come intende agire per tutelare la salute dei lavoratori, dei residenti  e dell’ambiente”.

 

   

ANDREA ZANONI INFO

Triveneto Oggi

 

Maltrattamento animali e randagismo, venerdì 10 a Treviso  incontro con il consigliere regionale Zanoni sulla nuova legge
 

Venezia, 8 maggio 2019

La nuova legge regionale contro il randagismo e il maltrattamento di animali sarà al centro dell’incontro di venerdì prossimo, 10 maggio, a Treviso a cui parteciperà il consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni, primo firmatario del Pdl 348 sulla tutela degli animali d’affezione, sottoscritto dall’intero gruppo e poi unificato con il Pdl 160 presentato dalla Lega Nord in un unico testo e licenziato il 4 aprile scorso dalla Quinta commissione, che lo ha trasmesso alla Prima commissione e alla Conferenza permanente Regione-Autonomie Locali.

“Un testo assolutamente necessario in quanto i casi di maltrattamento e abbandoni, in particolare di gatti, sono in forte aumento ma che deve essere modificato poiché, per esempio, elimina il divieto di detenere i cani alla catena - afferma Zanoni – Inoltre l’attuale legge, essendo vecchia di 26 anni, non prevede quelle tutele che le norme nazionali e comunitarie hanno introdotto nel tempo. Nel corso della serata illustreremo le novità positive e innovative e le criticità che vanno cambiate della nuova normativa che nelle prossime settimane, presumibilmente dopo le elezioni europee, sarà all’esame del Consiglio regionale”. L’appuntamento, organizzato da Iams-Impegno e Azione per un Mondo Sostenibile è per le ore 20.45, a Treviso presso Binario 1 in Piazzale Duca D'Aosta, 7/B (sotto il cavalcavia a lato della stazione dei treni – vicino alla rampa delle scale). Insieme al consigliere regionale Andrea Zanoni ci saranno Andrea Zamengo (coordinatore regionale guardie eco-zoofile Oipa), il presidente dell’Enpa (Ente nazionale protezione animali) di Treviso Adriano De Stefano, Daniela Musocco della Lav (Lega antivivisezione) Area Animali Familiari, Tamara Scaggiante delegata Dingo Venezia per i rapporti istituzionali e Giovanni Tonelotto responsabile del rifugio San Francesco di Piazzola sul Brenta e coordinatore regionale Lega nazionale per la difesa del cane.

 

   

NANE OCA A SPRESIANO

Triveneto Oggi

 

Reading teatrale

NANE OCA
dal libro di Giuliano Scabia
con GIOVANNI BETTO

e con le canzoni a cappella e gli “effetti speciali”

del coro maschile CODE DI BOSCO

11 maggio 2019 ore 21:00

Cinema Teatro Lux – Spresiano (TV)

 “Nane Oca” è un capolavoro. Assoluto.

È una storia che prende i fili guardando l’acqua del Fosso Scavo limpidocorrente, stando fermi ascoltanti in qualche osteria in Pava, fermandosi in Piazza dei Frutti davanti agli abbaini lucenti, quando le amiche fate e l’Uomo Selvatico vengono a vedere come sta la notte. Tutti i personaggi, e sopra tutti Giovanni (Oca), sono alla ricerca del momòn e alcuni, alla fine, lo trovano. Ma a chi sente la storia e, preso dal suo tremito, arriva fino in fondo, chiediamo per gentilezza di non rivelare i tre segreti di Nane Oca: qual è la vera identità della fata Aura, qual è la lingua del Magico Mondo, cos’è il vero momòn. Poetico. Comico. Quasi erotico.

Giovanni Betto: Attore e formatore.

Giovanni Betto si è formato con diversi attori e registi, fra cui Mirko Artuso, Andrea Pennacchi, Ramiro Besa, Giacomo Rossetto, Anna Tringali, sulla drammaturgia col regista e drammaturgo Giorgio Sangati, sulla commedia dell’arte con l’attore Fabrizio Paladin e il Teatro del Norte di Oviedo, sull’uso della voce con la coach Chiara Veronese.

Ora si dedica al teatro, alla lettura scenica e alla formazione sulla lettura espressiva.

Con Effetti Personali Teatro debutta nel 2010 con “Un principe, una volpe, una rosa”, liberamente ispirato a “Il piccolo principe” di Antoine de Saint-Exupéry e nel 2012 porta in scena il monologo “Una colomba”, di Luciano Colavero, testo finalista al Premio Riccione, per la regia di Vincenzo Ercole.

Nel 2016 è nel cast del film “Finché c’è prosecco c’è speranza”, nelle sale dal 31 ottobre 2017, di Antonio Padovan, con Giuseppe Battiston, Rade Serbedjia, Liz Solari, Roberto Citran, Silvia D’Amico.

https://www.giovannibetto.it/

Coro CODE DI BOSCO – 30 anni di attività

Il coro Code di Bosco nasce nell’ottobre del 1988 ad Orsago, per iniziativa di una decina di appassionati di canto popolare e di montagna, coordinato da Gilberto Buriola.

L'interesse spazia fin da subito dal canto tradizionale al canto d'autore di ispirazione popolare, fino ad arrivare all'esecuzione di brani della tradizione trevigiana, dei nostri vecchi, e anche della tradizione scoutistica, riarmonizzati in maniera originale.

Fin dagli esordi, il coro si è contraddistinto per la grande voglia di stare insieme, di condividere fra coristi le emozioni che il canto inevitabilmente suscita e di riportarle con semplicità all’esterno, esibendosi, dapprima spontaneamente, in qualche suggestiva osteria o intorno al fuoco del “panevin”, fino ai primi concerti alla sagra di Villa di Villa, nelle case di riposo piuttosto che nelle scuole elementari.

https://www.codedibosco.it/

 

   

PIANETA OGGI REPORTER

Triveneto Oggi

"AUSER VOLONTARIATO, FOSSALTA DI PIAVE"

INCONTRO CON ANGELO BIONDO "RESPONSABILE PROGETTO BAMBINI AUTISTICI"

FRANCESCO FONTANINI "PRESIDENTE AUSER VOLONTARIATO FOSSALTA DI PIAVE"

PROGRAMMA SETTIMANALE DI APPROFONDIMENTO GIORNALISTICO IN ONDA IN COLLABORAZIONE CON IL CIRCUITO RTV INTERREGIONALE.

SI COMUNICA CHE AUSER ORGANIZZA LO SPETTACOLO COMICO "RISO FA BUON SANGUE" PRESSO AUDITORIUM LEONARDO DA VINCI PIAZZA INDIPENDENZA, 13 - SAN DONA' DI PIAVE (VE). DOMENICA 12 MAGGIO A PARTIRE DALLE ORE 15.00

 

 

   

ENRICA BOSCHIERO E MICHELE DOTTI

Triveneto Oggi

 

DOMANI E’ BELLO
con ERICA BOSCHIERO E MICHELE DOTTI

11 maggio 2019 ore 21:00

Teatro Jean Antiga Via L. Sturzo, 13 Miane (TV)

Pur legati, nelle rispettive attività, dalla medesima spinta alla condivisione, al rispetto, all’accoglienza in ambito sociale, culturale, ambientale ed artistico, Erica Boschiero e Michele Dotti si trovano, grazie a questo progetto, a poter unire i rispettivi linguaggi e bagagli artistici insieme per la prima volta.

L’IDEA:

Nel corso degli ultimi anni, siamo andati accrescendo sempre di più la consapevolezza che la condizione di rassegnazione, sconforto, inesorabile senso d’impotenza in cui ci immette la percezione dell’andamento della realtà attuale (a livello sociale, economico, ambientale) non trovi riscontro nel reale stato delle cose.

Bensì, nella percezione che dello stato delle cose si vuole far avere.

La conseguenza di una precisa volontà che, della realtà, ha tutto l’interesse di occultare l’altra metà. Quella fatta di eventi positivi di concretezza e proporzioni incredibili.

Di possibilità di cambiamento.

Di miglioramenti.

Di risoluzione di problemi e dell’apertura di prospettive oltre la soglia di ciò che si crede possibile.

Ma che - dati alla mano -  lo è.

C’è un’enorme necessità di raccontarla, questa metà nascosta, senza la quale la nostra visione del mondo - e soprattutto del futuro - rimane menomata.

Ed è proprio sulla spinta di questa pressante urgenza che nasce “DOMANI È BELLO”.

IL PROGETTO:

Avvalendosi dei linguaggi universali del teatro e della musica - supportati, rispettivamente, da rigoroso lavoro di ricerca delle fonti e profonda cultura etica e sociale - lo spettacolo si propone di ampliare la visione sulla realtà odierna che alimenta il nostro quotidiano e, soprattutto, le nostre prospettive sul futuro. Lo fa, non, ricorrendo ad un generico (per quanto, sempre apprezzabile) slancio di ottimismo attuato nonostante il fragore dell'albero che cade, bensì, attraverso il concreto e documentato realismo imposto da una foresta che sta costantemente crescendo.

I PROTAGONISTI: Tutti i presenti in sala.

Coloro che, nonostante tutto e tutti, hanno sempre pensato - da qualche parte in cuor loro - che il mondo fosse un posto di gran lunga migliore di quello che veniva loro costantemente presentato per tale.

Ingresso Unico € 5,00; Info e prenotazioni: Martino 328.2211839 / Paola 348.9220652; Email: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.


Michele Dotti - EducAttore

Sono un educAttore, scrittore, formatore.

Fin da bambino ho imparato l’amore per la natura, il valore dell’amicizia, il piacere del gioco e il dispiacere degli sbuccioni nelle ginocchia.

Da quando avevo 18 anni sono impegnato nella solidarietà internazionale in Africa, dove sono stato più di 20 volte, seguendo come volontario tanti progetti di cooperazione, per l’autonomia alimentare, per i diritti dell’infanzia, per le donne… questa esperienza ha cambiato profondamente il mio modo di vedere il mondo e mi ha portato a capire che le cose possono cambiare!

Ho compreso così -praticandoli- i valori della giustizia, della solidarietà, della pace, dell’intercultura e maturato una empatia verso tutti i fratelli, vicini e lontani.

Sono questi i valori che cerco di promuovere ogni giorno nella mia intensa attività educativa e culturale.

Incontro infatti ogni anno migliaia di alunni negli spettacoli e centinaia di insegnanti nei corsi di formazione che tengo in tutta Italia. È un impegno che porto avanti con spirito giocoso (e contagioso!), convinto che sia questo il segreto della felicità e dell’eterna giovinezza.

In parallelo all’attività di solidarietà concreta in Africa, ho sempre cercato di portare avanti un lavoro di ricerca e di approfondimento culturale in Italia, lavorando in particolare sugli stereotipi e sui pregiudizi e proponendo sempre una visione propositiva rispetto ai problemi.

Gestisco un blog personale (www.micheledotti.it) e una ricca pagina di Facebook (www.facebook.com/micdotti) e collaboro con diverse riviste educative e del mondo della solidarietà.

Ho scritto una dozzina di saggi sulle tematiche della mondialità, dell’intercultura, dell’impegno civile, fra i quali “La tela del ragno”, “Non è vero che tutto va peggio” (con Jacopo Fo), “L’anticasta” (con Marco Boschini), “Dudal Jam: a scuola di pace” e “Sbagliando non s’impara”, editi dalla EMI di Bologna e “Educare, amare e saltare nelle pozzanghere” per l’editrice Kaleidos.

Da qualche anno sono attivo anche nel campo della produzione video, con inchieste e reportage. Fra queste una “Una scuola diversa è possibile”, per RaiNews24 e una miniserie di tre reportage su Legalità, Intercultura ed Energie rinnovabili per TV2000.

Mi definirei un “sognatore instancabile”!

Erica Boschiero

Nata ad Auronzo di Cadore nel 1983, è cantautrice e cantastorie. E' stata vincitrice del Premio d'Aponte 2008, dove ha vinto anche il premio Siae per il miglior testo, vincitrice del Premio Botteghe d'Autore 2009, Premio per il Miglior Testo a Musicultura e al Premio Parodi nel 2012, vincitrice Premio Corde Libere 2013 e del Premio Lunezia – future stelle 2015.

Oltre a “E tornerem a baita” ha in attivo altri due album: “Dietro ogni crepa di muro” e “Caravanbolero”.

Si è esibita in diretta su Rai 2, Rai News 24, Radio 1, Radio 2, Radio 3 e molte altre radio nazionali e locali.  La sua canzone “Papavero di ferrovia” è stata inserita nella compilation del Premio Tenco 2013.A primavera 2016 vengono trasmesse alcune puntate della trasmissione “Anime Salve” realizzate da Erica per la Radio Svizzera. Ha tenuto più di 500 concerti in tutta Italia, dai parchi naturalistici fino alle vette più alte delle Dolomiti (Marmolada, Tofana, Monte Piana) e all’estero (Francia, Svizzera, Norvegia, Islanda, Germania, Estonia, Lettonia, Bielorussia, Ungheria, Repubblica Ceca, Kazakhstan e Nepal).

Oltre agli spettacoli con Paolo Cossi e Sergio Marchesini, collabora con Gualtiero Bertelli e l’Orchestra Jazz del Veneto per lo spettacolo “Tre voci una terra”, con Vasco Mirandola per lo spettacolo “Alberi” e con il collettivo di Veneto Contemporaneo (Marco Iacampo, Gerardo Pozzi, Ricky Bizzarro, Alberto Gesù e altri) per “I blues delle Alpi”. Ha aperto concerti e/o duettato con Gino Paoli, Danilo Rea, Paola Turci, Maria Gadù, Ron, Luca Barbarossa, Neri Marcorè e molti altri.

L’8 marzo 2017 il Sindaco della Città di Treviso le conferisce il Premio “Riflettore Donna”, Civica Onorificenza che premia ogni anno una donna della città distintasi per senso civico e professionalità. Da marzo 2017 è direttrice del coro dell’Università Popolare di Treviso.  www.ericaboschiero.it

 

 

Distribuzione dello spettacolo: Luisa Trevisi 347/8217393 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

 

Luisa Trevisi

 

   

UFFICIO STAMPA LUISA TREVISI INFO

Triveneto Oggi

 

GINETTACCIO
storia di un uomo giusto
di e con GIOVANNI BETTO e PAOLO PERIN

04 maggio 2019 ore 21:00

c/o Aula Magna del Seminario Vescovile

Largo del Seminario, 2, Vittorio Veneto (TV)

Organizzato dal Gruppo genitori della scuola dell'infanzia SINITE PARVULOS di Colle Umberto in collaborazione con Luisa Trevisi e con il patrocinio dei comuni di Colle Umberto e Vittorio Veneto: GINETTACCIO, storia di un uomo giusto; di e con Giovanni Betto e Paolo Perin.

INGRESSO: 10 euro adulti - 5 euro ragazzi fino ai 13 anni.

PREVENDITA: Edicola Grillo, Via Caronelli, 5 Colle Umberto

PRENOTAZIONI: 333/9541029

Il ricavato sarà devoluto alla scuola dell'infanzia SINITE PARVULOS di Colle Umberto

In “Ginettaccio”, spettacolo scritto a quattro mani da Paolo Perin e Giovanni Betto, si vuole raccontare come nei momenti più bui della storia, anche se fievole, rimane accesa la fiammella della compassione umana grazie a donne e uomini giusti.

Partendo dal racconto dell’infanzia e dell’ascesa sportiva di Gino Bartali si arriva a raccontare la storia (sconosciuta fino alla sua morte) del suo straordinario e silenzioso lavoro, speso per salvare la vita di centinaia di ebrei.

In Ginettaccio la straordinaria storia del ciclista toscano, viene recitata e cantata con tinte leggere e poetiche, intrecciando vicende sportive e umane e raccontando il complesso contesto storico degli anni quaranta del secolo scorso. Viene raccontata la sua straordinaria storia non tanto mettendolo in scena in prima persona, ma raccontandola attraverso la voce di Giorgio Goldenberg, ebreo, che durante la guerra era ancora un ragazzino e se ne stava nascosto nella cantina di una delle case di Gino Bartali, insieme ai genitori e alla sorella più piccola.

Commento dell’ex campione del mondo di ciclismo Maurizio Fondriest:

È stato un piacere essere presente alla vostra serata.

Mi è piaciuta moltissimo, nonostante conoscessi già la storia di Bartali lo spettacolo ha suscitato il mio interesse e quello del pubblico in sala.

Siete riusciti a raccontare le sue gesta sia sportive ma soprattutto quelle umane in maniera forte e coinvolgente.

Grazie anche a compagnie teatrali come la vostra, mi auspico che venga divulgato sempre più questo lato della vita del Ginettaccio che in pochi conoscono.

La parola agli autori:

Giovanni Betto: “Da 9 anni portiamo in giro "La notte" di Elie Wiesel, ma sia io, sia Paolo, stavolta volevamo fare una svolta di 180 gradi: non più parlare del male, bensì volgersi al bene. Nella convinzione che volgere lo sguardo al bene sia più fecondo che concentrarsi sul male. E allora abbiamo cercato una storia, forte, che andasse in quella direzione. E abbiamo incontrato Gino.”

Durante gli anni del secondo conflitto mondiale il regime fascista inizia la persecuzione nei confronti degli ebrei italiani e porta l’Italia intera nel buio più nero della guerra. Donne e uomini giusti, tra i quali Gino Bartali tennero viva la compassione umana e in svariati modi traghettarono il paese intero verso un nuovo e lungo periodo di pace.

Paolo Perin: “Dopo anni di spettacolo che parla dell’orrore dei campi di concentramento volevamo affrontare la stessa questione però da un lato diverso, da un lato che mettesse in evidenza la corresponsabilità in tutta questa vicenda del popolo italiano e anche che la analizzasse un po’ dalla parte di coloro che hanno tenuto la speranza accesa: la speranza che si poteva ripartire in un modo diverso per un periodo di pace. E Bartali è stato uno di questi. Noi pensiamo sia un messaggio che valga anche per adesso che siamo in un periodo un po’ conflittuale, c’è bisogno di gente che non si schieri con le bandiere ma che abbia sempre al centro la compassione tra gli uomini.”

GIOVANNI BETTO

Attore, si è formato con diversi attori e registi, fra cui Mirko Artuso, Andrea Pennacchi, Ramiro Besa, Giacomo Rossetto, Anna Tringali, sulla drammaturgia col regista e drammaturgo Giorgio Sangati, sulla commedia dell’arte con l’attore Fabrizio Paladin e il Teatro del Norte di Oviedo, sul cinema con l'attrice Maria Roveran e sull'uso della voce con la vocal coach Chiara Veronese.

Ora si dedica al teatro, alla lettura scenica e alla formazione sulla lettura espressiva.

Con Effetti Personali Teatro debutta nel 2010 con “Un principe, una volpe, una rosa”, liberamente ispirato a “Il piccolo principe” di Antoine de Saint-Exupéry e nel 2012 porta in scena il monologo "Una colomba", di Luciano Colavero, testo finalista al Premio Riccione, per la regia di Vincenzo Ercole.

Nel 2017 è nel cast del film "Finché c'è prosecco c'è speranza", di Antonio Padovan, con Giuseppe Battiston, Rade Serbedjia, Liz Solari, Roberto Citran, Silvia D'Amico.

Sempre nel 2017 porta in scena il monologo “Neve”, da lui scritto e interpretato, per la regia di Mirko Artuso, dedicato al nonno disperso in Russia e a tutti coloro che avrebbero potuto esserci, ma non ci sono stati. Spettacolo finalista al Premio Teatrale In-Box 2018 e Premio Teatrale L'Italia dei Visionari 2018.

PAOLO PERIN

Cantautore, dal 1995 al 2000 suona l’armonica con il gruppo Paludi Magiche. Dal 2000 è una delle quattro colonne portanti dei Lunatici, gruppo swingante protagonista di concerti ed eventi culturali come la famigerata festa di Alovin!

Nel 2015 nascono i Calzini Clandestini (Paolo Perin, Nicola De Pellegrin, Paolo Callegaro, Mattia Magatelli) gruppo che suona le canzoni scritte da Paolo Perin.

Nel 2009 inizia le sue incursioni nel teatro. Scrive delle canzoni originali che vanno ad integrare ed ampliare la storia raccontata dagli attori.

Con Giovanni Betto, attore coneglianese, mette in scena “la Notte”, “L’ammmore”, “Rigore è quando arbitro fischia”, “La Crisi”, “Reading Buffet” e “Libera nos a Malo” (con Marina De Carli).

Con l’attore Franziskus Vendrame, rappresenta i reading “Vita e morte della montagna”, “Cartongesso” e gli spettacoli di varietà “Piripipì piripipà” e “Aven Tori”.

Con il gruppo teatrale “Effetti personali” (Simone Carnielli e Marina De Carli) partecipa allo spettacolo “La Gigia” in veste di chitarrista. Con Simone Carnielli mette in scena lo spettacolo “Storie Paurosissime”.

Con Simone Carnielli e Marica Zanchetta, realizza lo spettacolo “Le streghe di Lenzavacche”.

In veste di armonicista partecipa allo spettacolo del Teatro dei pazzi (con gli attori Giovanni Giusto e Bruno Lovadina e i musicisti Filippo Tantino e Alejandro Vaillant) “Disertori”.

Distribuzione dello spettacolo: Luisa Trevisi 347/8217393 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Luisa Trevisi

 

   

PIANETA OGGI REPORTER

Triveneto Oggi

Dalla laguna Veneta incontro con il Dott. Pino Sartori "Presidente dell' Associazione La salsola"

in occasione della pulizia dell' isola di Campalto.

Programma in collaborazione con il circuito RTV interregionale.

   

PIANETA OGGI REPORTER

Triveneto Oggi

Repubblica della Serenissima, incontro con Edoardo Rubini esperto di storia e legislazione Veneta, con il Prof. Michele Boato Ecoistituto Veneto di Mestre.

In collaborazione con il circuito RTV interregionale .

   

CARLO COLOMBO A SILEA (TV)

Triveneto Oggi

 

Concerto

CARLO COLOMBO TRIO
Caffetteria Centrale Zanatta Caffè, Via Roma, 57   Silea (TV)

12 aprile 2019 ore 19.00

Aperitivo Swing organizzato da Luisa Trevisi in collaborazione con Caffetteria Centrale Zanatta con Carlo Colombo Trio formato da Carlo Colombo pianoforte e voce, Renato Peppoloni batteria e cori, Giorgio Panagin contrabbasso e cori.

Il progetto Carlo Colombo propone canzoni originali e cover in chiave jazz-swing dove Carlo Colombo, pianista e cantante, racconta storie di vita quotidiana accompagnato da stimati musicisti jazz a livello nazionale.

Questo tipo di spettacolo crea un’atmosfera d’altri tempi. La sonorità proposta è acustica, raffinata ed accattivante,

Si spazia dal suono classico swing anni '40-50 fino a sonorità anni '30.

Questa operazione vuole essere una scoperta o per alcuni una riscoperta delle sensazioni legate ad un genere immortale come lo swing.

Il repertorio è pensato per il ballo di coppia swing e lindyhop, nell'ultimo disco è presente la prima versione italiana autorizzata dall'editore originale di "Tain't what you do" (sigla universalmente riconosciuta dei ballerini di lindyhop).

Oltre al repertorio originale, si affiancano celebri cover in italiano ed inglese.

Grande spazio è dato alla musica ed ai musicisti che dialogando tra loro con i loro strumenti diventano veri protagonisti in questo spettacolo e non soltanto dei semplici accompagnatori, assicurando uno spettacolo godibilissimo anche dai non ballerini.

Il Progetto Carlo Colombo nelle sue varie formazioni ha suonato in diversi festival e rassegne jazz tra cui: Arezzo Jazz, Veneto jazz, Jazz & Wine a Gorizia, SanGiezz Festival a Termoli, e numerosi Jazz Club tra cui il "Chet Baker" a Bologna, Il "Vapore" a Marghera(Ve), "Jazz Club 900" a Venezia, "Osteria del jazz" e "Jumpin'Jazz Ballroom" a Milano.

Carlo Colombo.

Musicista autore e pianista trevigiano, classe 1970, si avvicina al pianoforte all'età di quattordici anni iniziando lo studio della musica classica.

Verso la fine degli anni 80 inizia con delle formazioni rock come tastierista e fonda nel 1989 l'H.S.H. band, formazione di rock sperimentale che ha ottenuto un discreto successo nei locali del triveneto; vince anche il primo premio al festival del video indipendente di Monza, sez. Videoclip, con il proprio brano "Televideo".

Per un anno è stato pianista del duo di cabaret "Caffè Sconcerto "che lo ha portato in giro per il Nord Italia in svariati spettacoli. Parallelamente al rock sperimentale e al cabaret, Colombo continua lo studio del pianoforte e si avvicina al jazz grazie ad una borsa di studio della C.E.E. vinta nel 1992 che lo porta ad una full-immersion di quattro mesi studiando con musicisti jazz di livello mondiale quali Harold Danko, Mark Egan, Vic Juris, Maurizio Caldura, Ares Tavolazzi, Bruno Cesselli ed altri.

Ora oltre al progetto swing italiano d’autore collabora come pianista e compositore in diverse formazioni che spaziano dallo swing alla musica elettronica.

Dal 2013 è direttore ed arrangiatore della "Portobuffolè Swing Orchestra".

SITO DI RIFERIMENTO: www.carlocolombo.net

PROFILO FACEBOOK: www.facebook.com/carlocolomboswing

GIORGIO PANAGIN

Dopo gli inizi da chitarrista jazz, folgorato dall’ascolto di Ray Brown, Charlie Haden e Ron Carter, decide alla fine degli anni 90 di dedicarsi allo studio del contrabbasso, conseguendo il diploma accademico di secondo livello in jazz presso il Conservatorio di Adria, con la supervisione del maestro Paolo Ghetti. Suona regolarmente con molti musicisti dell’area triveneta ed emiliana, spaziando dal dixieland allo swing, dal mainstream jazz, alla musica brasiliana, con incursioni nella musica tradizionale italiana e nel klezmer. Nel 1999 partecipa alla tournée in varie località dell’Italia e della Croazia con il quartetto jazz del chitarrista Guido Foddis. Nel 2002 ha suonato in Germania con la band dixieland “The Wonderbrass” mentre in luglio dello stesso anno ha accompagnato in tournè in Italia, Slovenia e Croazia la cantante americana di Jazz e gospel Tammy McCann, già corista di Ray Charles. Ha lavorato inoltre in una big band patrocinata dalla provincia di Verona proponendo arrangiamenti e sotto la direzione del trombettista americano Mike Applebaum, noto arrangiatore RAI. Nel 2003 ha effettuato ad una lunga tournée estiva in Spagna e Portogallo con il gruppo etno-Rock emiliano Bonifica Emiliana Veneta (BEV) per il festival “sete sois sete luas. Ha partecipato a numerose incisioni tra cui “Quadri di Escher” (2004) del pianista ferrarese Gianluca Taglietti patrocinato dalla Provincia di Ferrara con la partecipazione del sassofonista Carlo Atti e i cd “You” (2005), “X” (2008) e Giant Moon (2010) del sassofonista Massimo Salvagnini assieme al chitarrista Sandro Gibellini per l’etichetta Velut Luna. Ha inciso inoltre nel Cd d’esordio del clarinettista Klezmer Francesco Socal, (2010) e nel Cd del fisarmonicista Enzo Moretto “Lifting” (2012), che conta la partecipazione di Leo Di Angilla alle percussioni e Flavio Davanzo alla tromba.

RENATO PEPPOLONI

Batterista e percussionista di Perugia frequenta il conservatorio F. Morlacchi tra la fine degli anni ’70 e i primi anni ’80 dove studia con il M° Vincenzo Restuccia.

Apprezzato didatta insegna batteria e musica d’insieme in diverse scuole dell’Umbria (“Scienza come Arte” di Perugia, Scuola comunale di Gubbio, come titolare della cattedra di batteria, ed altre).

Batterista raffinato e meditativo, conosciuto per il tocco delicato e al tempo stesso carico di swing, vanta collaborazioni in Big Band dirette da Giancarlo Gazzani, Ramberto Ciammarughi, Mario Raja (Perugia Big Band, Arkestra Jazz Big Band, Big Band di Padova).

 Numerose presenze in Festivals italiani e stranieri con diversi musicisti (Gabriele Mirabassi, Fabio Zeppetella, Sandro Satta, Lello Pareti, Stefano Cantini, Stefano Travaglini, Maurizio Giammarco, Cerri, Enrico Intra, Renato Sellani, Pietro Condorelli, John Mosca, Umberto Fiorentino, Rita Marcotulli, Ermanno Signorelli, Pietro Tonolo, Marcello Tonolo, Michele Polga, Leo Brower)

Promozione e organizzazione: Luisa Trevisi 347/8217393 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

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CAPANNONI VENETI IN PREDA ALLA MAFIA

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Zanoni (PD): “Capannoni abbandonati preda della mafia per stoccare rifiuti pericolosi. Ennesimo caso nel Vicentino, la Regione effettui un monitoraggio di queste strutture”

Venezia, 19 marzo 2019

“La Regione si decida a fare un monitoraggio sui troppi capannoni vuoti del Veneto su cui sta mettendo le mani la mafia. Quanto scoperto ad Asigliano Veneto è praticamente identico ai casi di Fossalta di Piave e Fiesso Umbertiano. 900 tonnellate d rifiuti, provenienti dalla Campania, sono una quantità importante, movimentata da quasi un centinaio di mezzi pesanti. Siamo già a tre sequestri nel giro di poche settimane, se non è questa un’emergenza…”. A ribadirlo è il consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni e vicepresidente della commissione Ambiente, che da tempo sta denunciando gli episodi di traffico, stoccaggio e smaltimento illegale di rifiuti in Veneto dopo l’ultima operazione della Guardia di finanza in provincia di Vicenza. “Ringrazio le forze dell'ordine intervenute e ricordo all’assessore Bottacin che la videosorveglianza è sicuramente una delle attività preventive ma da sola non sufficiente.

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LUISA TREVISI INFO

Triveneto Oggi

 

PRESENTAZIONE NUOVO DISCO

TRA LA POLVERE E IL SOLE
QUARTO PROFILO

24 marzo 2019 ore 18.00

Nasty Boys

Via Marco Pellicciaio, 4 Treviso (TV)

Domenica 24 Marzo alle ore 18.00 al Nasty Boys di Treviso i Quarto Profilo presenteranno il loro nuovo disco di inediti, il decimo, intitolato “Tra la polvere e il sole”.

Il locale aprirà in quest’orario insolito appositamente per ospitare quella che si preannuncia una bellissima festa.

L’uscita del disco sarà anticipata dal video della canzone: “Quanto vale la felicità?” diretto e registrato da Michele Pastrello.

Le parole di Edoardo Giommi, autore e chitarrista della band:

“Questo è un disco che ha visto la collaborazione di Simone Chivilò che ha svolto il ruolo di produttore artistico, sentivamo la necessità dopo gli ultimi dischi interamente autoprodotti di “sentire il parere” di un musicista esterno alla band e Simone è un ottimo produttore e musicista.

Oltre alle chitarre che contraddistinguono la nostra musica da sempre, in questo disco abbiamo utilizzato anche strumenti per noi abbastanza nuovi: pianoforte, archi e suoni campionati.

Ne è uscito un disco nuovo, fresco, con sonorità diverse da quelle che usiamo abitualmente.

Le tematiche affrontate da me nei testi hanno invece mantenuto la stessa connotazione.

Il riferimento è l’uomo, i suoi sentimenti, la vita in generale ma anche quello che viviamo e sentiamo tutti i giorni.

I riferimenti poi vanno anche alle esperienze vissute con tutti i nostri amici e conoscenti, in particolare sono state e continuano ad essere fonte di ispirazione, la Lilt Giocare in Corsia e I Bambini delle Fate di Franco Antonello, associazioni umanitarie con cui collaboriamo sia artisticamente che umanamente.”

Quarto Profilo

Nascono a Treviso nel 1995. Dopo le cover, cominciano a dedicarsi alla produzione di musica propria. Il loro è un rock ispirato al sound degli anni '70, accompagnato da testi semplici e diretti ma non banali. Tra il primo demotape del 1996 e il decimo album ora in lavorazione, sono protagonisti live in concerti (nel 2000 sono opening band per i Deep Purple) e festival, sono ospiti nei locali e in radio, ma nel 2000 anche a Sanremo Rock dove vincono con la canzone "Cento parole". Tra le varie iniziative intraprese, i Quarto Profilo e i volontari della LILT Giocare in Corsia, associazione che dona ai minori ricoverati presso gli ospedali di Treviso e Conegliano animazione e attività ricreative, portano in scena il Concerto “L' Amore entra senz' avvisare” tra Rock e Poesia in cui raccontano a modo loro, con la musica e le parole: la vita, i sentimenti, le passioni, le gioie e i dolori di ognuno di noi. Raccontano di come si sono conosciuti e della collaborazione che ne è nata (“Soltanto di te “è la canzone dei Quarto Profilo che è oggi inno ufficiale della LILT Giocare in corsia), dell’incontro con Franco e Andrea Antonello, un padre e suo figlio autistico protagonisti dei libri: “Se ti abbraccio non aver paura”, “Sono graditi visi sorridenti” e “Baci a tutti”, a cui i Quarto Profilo hanno dedicato nei loro dischi 3 canzoni.

La band attualmente è composta da: Giuseppe Pinarello (Voce), Edoardo Giommi (Chitarre), Alberto Marenco (Basso), Andrea De Marchi (Batteria).

Luisa Trevisi347/8217393
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ECOISTITUTO VENETO, PROF. MICHELE BOATO INFO

Triveneto Oggi

 

AGORA' sulla DEMOCRAZIA - INCONTRI PER CAPIRE ed AGIRE  Sabato 16 alle ore 17 

Presso la nuova sede dei consumatori, Di Tasca Nostra, in via Dante 9, a Mestre, nei portici di piazzale L. Da Vinci - vedi mappa

ci incontriamo (con qualche dolce) dsabato, dalle ore 17 alle 19

per informarci e discutere liberamente, a partire dai fatti storici, sul tema della DEMOCRAZIA.

Sono incontri gratuiti, rivolti a chi (giovane o adulto, donna o uomo, italiano o straniero) vuole capire meglio la società e il mondo in cui viviamo 

e poi decidere come impegnarsi per migliorarli.

Ecco i prossimi appuntamenti:

Sabato 16 marzo GUERRE, DISERTORI, OBIETTORI E ALTERNATIVE NONVIOLENTE
con Matteo Soccio, autore di vari saggi, Movimento Nonviolento e Casa per la pace di Vicenza

(ATTENZIONE, si salta sabato 23 marzo)

Sabato 30 marzo LA RIVOLUZIONE RUSSA (Lenin) con Lucia Lombardo docente di storia negli istituti superiori di Mestre

Vedi il calendario completo degli incontri cliccando qui

a sabato!Michele Boato

 

   

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