PER MESTRE CITTA' GIARDINO DI MICHELE BOATO

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PER MESTRE CITTA’ GIARDINOdi  Michele Boato  Ecoistituto del Veneto

Mestre ha una storia antichissima, Contesa nei secoli tra Treviso e Venezia, nel 1900 è decaduta a dormitorio delle nuove industrie di P.Marghera e assorbita nel 1936 nel Comune di Venezia. Nel secondo dopoguerra è stata oggetto di una spaventosa speculazione edilizia, che l’ha trasformata, da graziosa  cittadina murata, a periferia zeppa di anonimi palazzoni. L’azzeramento di Parco Ponci (con varie complicità pubbliche) ne è un triste esempio.

Il sacco di Mestre è continuato: interrato il ramo del Marzenego di via Poerio per far posto al traffico automobilistico, piazza Ferretto era diventata una camera a gas, in cui si “passeggiava” in mezzo ad un mare di tubi di scappamento.

Con le nostre “bici-festazioni”, che, all’arrivo, bloccavano l’accesso alle auto per vari sabati successivi, siamo riusciti a svegliare un Comune addormentato e a farla pedonalizzare grazie anche al sorprendente risultato del sondaggio giornalistico del quotidiano locale che finalmente dava un po’ di voce alla cittadinanza: 79% per la pedonalizzazione totale, 21% i contrari o chi la voleva pedonale solo di domenica. Era un primo passo per uscire dal disastro urbanistico, ma non è bastato. Ne è uno spaventoso esempio il “Mostro col buco” che (nonostante la durissima protesta di 7200 abitanti assieme ad Amico Albero) ha raso al suolo anche il piccolo ma preziosissimo Parco di via Pio X.

Ora sono cresciuti 7 Hotel-Carceri (senza un albero!) a 100 m dalla stazione a cui si aggiunge il pazzesco progetto (accordo Comune-GrandiStazioni) di altri due Hotel-condominio da oltre 90 metri , per soffocare la già invivibile area della stazione, occupando più di metà della striminzita piazzetta dei taxi!  E sul lato Marghera, sono in progetto altri 4 grattacieli e la cementificazione di buona parte del verde, abbandonato da decenni tra gli alveari della Cita e la stazione, dove da sempre è previsto il (mai realizzato) Parco di Marghera.

Si può invertire questa folle deriva?

Sì, ma solo se gli abitanti di Mestre e Marghera si scrollano la rassegnazione che, per esempio, ha permesso che il “Museo del 900 di Mestre e Marghera” diventi il quasi fallimentare M9, che nulla ha a che fare con la storia novecentesca della nostra città.

Da parte delle associazioni AmicoAlbero, Ecoistituto, Amici della bicicletta, Italia Nostra, Lipu, Movimento dei Consumatori, MestreMia e VeneziaCambia, sono state messe sul tavolo 16 concrete proposte, per fare di Mestre una Città Giardino: 

1 Una vera piazza della stazione di Mestre, che è la più importante del NordEst, usata da 85mila persone al giorno. Ma è la più congestionata e la meno funzionale per la mancanza di spazi pubblici: non si riesce a parcheggiare per accompagnare un parente al treno o aspettarlo; nelle ore di punta bisogna sgomitare per arrivare ai binari, hanno tolto le sale d’attesa e addirittura non c’è più una panchina: ci sono spesso giovani (e non) che aspettano i treni seduti per terra! I passeggeri sono considerati massa da far passare nei nuovi negozi.

La proposta: non diminuire i pochi spazi liberi, anzi, recuperarne altri per la sosta dei mezzi pubblici, revocando le recentissime concessioni gratuite di aree demaniali date agli hotel Bologna e Plaza, recintate e quasi sempre vuote,.

I nuovi edifici vanno ridotti o eliminati, ci sono già troppi alberghi nell’area stazione: va cancellata l’occupazione dello spazio antistante la Polizia (piazzetta taxi):

Le auto dalla Tangenziale vanno indirizzate sul lato Marghera, allontanate dall’area davanti la stazione dove va ridotto il traffico con un nuovo collegamento tra v.Cappuccina (rotatoria) e v. Piave, dietro i park e gli hotel, con piccole zone di sosta breve ai margini (per es. al posto del park a fianco delle Botti). Pensiline e portici per i pedoni tra stazione, taxi, fermate bus, hotel, aree verdi, park, fino agli inizi di via.Capuccina e Piave, pista ciclabile, verde, servizi, pubblici, esercizi.

2 Sicurezza per pedoni e ciclisti: auto a 30 Km/ora

Troppo spesso non danno la precedenza e corrono troppo veloci. 50 Km all’ora sono troppi nelle vie di quartiere ma anche nelle vie Piave, Cappuccina, Corso del Popolo, Bissuola, Cà Rossa e San Donà. E i passaggi ciclabili (segnati spesso a fianco di quelli pedonali) non sono neppure conosciuti.

3 Museo civico di Mestre nell’ex scuola De Amicis in via Pio X,

Da 40 anni si parla di dare una dignitosa collocazione ai molti reperti archeologici della Mestre paleo Veneta, Medioevale, i quadri come il Canaletto con la scalinata del Canal Salso in Piazza Barche o  Piazza Maggiore di Felisati e le foto del tram nel primo 1900; le fabbriche storiche di Mestre e quelle di P.Marghera, il Campo trincerato dei Forti che fanno corona a Forte Marghera.

E poi:

4 Riportare il Canal Salso in Piazza Barche, riscoprendo la scalinata

5 Un ponte ciclo-pedonale tra via Torino e Forte Marghera

6 Riaprire e potenziare l’Emeroteca di via Poerio, funzionava benissimo, ora è chiusa

7 Un parco (scuole e tanto altro) nel “buco nero” dell’ex Ospedale Umberto I

8 La rinascita di Parco Bissuola e del suo Centro Civico,

9 Anche Marghera può avere il suo Parco tra la stazione e la Cita

10 Non permettere alla Save di continuare a desertificare Tessera

11 Niente cemento, più alberi al Parco di San Giuliano

12 Liberare la Torre dalla scala-ghigliottina e Piazzale Sicilia dai ferri arrugginiti

13 Poter andare a Venezia (anche) in bici

14 Eliminare le barriere architettoniche, come alle poste di P.le Sicilia e in quasi tutti i binari della stazione

15 Dare voce alle/agli abitanti con sedi pubbliche e gratuite e nelle Municipalità.

16 Il Parco del Marzenego,con gli argini ciclopedonali tra piazzale Olimpia e Forte Gazzera

 

Insomma realizzare il sogno del compianto prosindaco di Mestre, Gaetano Zorzetto: Mestre bella.

 

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