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Triveneto Oggi
SINDACATO USB INFO
Mercoledì 19 Gennaio 2011 00:39
Triveneto Oggi
Unione Sindacale di Base
All'attenzione Presidente
I Commissione
Consiglio Regionale
Veneto
Consiglieri
Regione Veneto
Come comunicato e richiestoci a margine di audizione in I Commissione, martedì 11 gennaio 2011, Vi
inoltriamo quanto segue:
Premesso che:
1. Il 40% di tutta l’energia primaria mondiale viene dal petrolio, il 90% di tutta l’energia usata per i trasporti
viene dal petrolio, il 65% del petrolio viene
usato per fare carburante, del restante si fa energia elettrica,
riscaldamento degli edifici, asfalti, materie prime plastiche, fertilizzanti, prodotti chimici e medicinali;
2. Consumiamo 5 litri di petrolio, medio, giornaliero per persona in Italia, 1 litro di petrolio è = A 30 Eurocent
(prezzi 2005), 5 litri di petrolio sono = a 1.5 €, consumiamo un barile di petrolio per persona in Italia al mese
(1 barile è pari a 159 litri), circa 36 €, consumiamo quasi un’autocisterna per famiglia di 4 persone all’anno:
7760 litri. Quasi 2.000 € ai prezzi del 2005, il mondo consuma 25 miliardi di barili di petrolio “convenzionale”
all’anno (un mare di petrolio). Spesa mondiale: circa 1400 miliardi di dollari, ovvero 1000 miliardi di Euro;
3. Gli Aumenti dei Prezzi segnalano un problema, secondo quello che si legge sulla stampa, gli aumenti sono
sempre dovuti a fattori estemporanei, attentati, crisi politiche, eventi particolari. In realtà, tuttavia, i prezzi
hanno cominciato a mostrare forti oscillazioni con le grandi crisi del 1973 e da allora non sono mai ritornati ai
valori bassi e stabili di prima. E’ possibile che gli aumenti dei prezzi siano dovuti all’esaurimento del petrolio?
4. Considerando anche le altre fonti energetiche importate (gas, carbone, nucleare), nel 2004, la bolletta
energetica italiana è stata di circa 30 miliardi di Euro. Nel 2005 è salita all’incirca a 45 miliardi, ovvero quasi il
20% del nostro export;
5. Domandandoci: quanto durerà il petrolio? La risposta è: dipende. Dipende da quanto petrolio rimane da
estrarre, dipende dalla velocità con la quale verrà estratto. I dati sono incerti, ma già a partire dagli anni 1960,
le stime delle nostre risorse petrolifere globali si erano stabilizzate intorno a un valore medio di circa 2000
miliardi di barili. Non è vero che al tempo delle crisi del petrolio (1974 – 1979) si temesse di essere già arrivati
alla “fine del petrolio”. Ma è certo che ne rimane sempre meno. Le scoperte di nuovi giacimenti hanno
raggiunto il loro massimo storico verso la metà degli anni 1960. da allora sono in declino. E’ dal 1985 che si
consuma più petrolio di quanto non se ne scopra.;
6. Facendo un po’ di conti il totale estraibile di petrolio convenzionale è intorno ai 2.000 miliardi di barili; fino ad
oggi, abbiamo estratto circa 1000 miliardi di barili ; stiamo consumando circa 25 miliardi di barili all’anno,
dunque ci rimangono 40 anni …. GIUSTO?
7. Non è così semplice. La produzione di petrolio non è mai stata costante nella storia, sia a causa dell’espansione
economica sia dell’aumento della popolazione mondiale. Perciò non ha senso parlare di “40 anni di riserve al
ritmo di produzione attuale”. La domanda giusta è invece: “Quanto petrolio sarà possibile produrre nel futuro e
a che costi?”. E’ probabilmente credibile ipotizzare che la produzione passerà per un massimo per poi calare
gradualmente;
8. Inizialmente è stato facile trovare i pozzi più grandi, un po’ come nella battaglia navale si colpiscono più
facilmente le navi più grandi. Via via che i pozzi si esauriscono, bisognerà cercare e sfruttare pozzi piccoli, e
questo costa più caro. A un certo punto, i costi per l’estrazione diventeranno talmente alti che la produzione
comincerà, comincia a diminuire;
9. L’8 maggio 2010 l’ASPO: Associazione per lo studio del Picco del Petrolio sezione italiana ha informato la
Conferenza Stato Regioni che da studi e dossier del Governo Americano e dell’Esercito Americano e Tedesco
che presumibilmente il massimo (il Picco) si è toccato, sicuramente per il petrolio convenzionale, che altri tipi
di petrolio (pesante, profondo, ecc.) sposteranno il picco di poco più avanti (dalla fine del 2011 al 2015).
Mentre la domanda di petrolio è destinata ad aumentare questa è destinata a prevalere sull’offerta quindi i
prezzi già alti aumenteranno e i tempi si faranno duri;
USB (Unione Sindacale di Base)
30173 Mestre - Ve, Via Camporese 118 - Tel/fax 041/5312250
10. Di fronte a questo scenario dobbiamo aspettarci: Alti prezzi dei carburanti; recessione economica; Instabilità
politica mondiale; possibili nuove guerre per le risorse …. Sono tutte cose che già vediamo accadere;
11. Comunque vada, l’era dei combustibili fossili è destinata ad esaurirsi in tempi brevissimi in confronto alla
durata della civiltà umana così come la conosciamo. Potremo rimpiazzare –in parte – il petrolio con altri
combustibili fossili. Ma il picco del gas naturale si verificherà solo pochi anni dopo quello del petrolio. Il picco
del carbone presumibilmente può essere più lontano, alcuni decenni, ma il carbone è anche un combustibile
che genera più gas serra di tutti e il suo uso generalizzato potrebbe causare gravi danni al pianeta e alla nostra
società. Perciò si pone la necessità di sorgenti e modalità di produzione e consumo che non siano soggette ad
esaurimento e comunque di ipotizzare e ricercare un uso delle risorse sostenibili e collettive. Il primo passo,
per risolvere o affrontare almeno in parte questo futuro ormai prossimo, è quello di pensare a promuovere una
mobilità sostenibile tenendo appunto conto che il 90% di tutta l’energia usata per i trasporti viene dal petrolio e
che il 65% del petrolio viene usato per fare carburanti
Di fronte a questo scenario non fantascientifico ma prossimo futuro chiediamo che lo Stato Italiano, che il Veneto faccia
esattamente questo e cioè:
· Punti a promuovere una mobilità collettiva sostenibile;
· trovi le risorse per, non solo mantenere, ma potenziare il trasporto collettivo;
Indirizzi e favorisca la popolazione all’uso del mezzo collettivo con una ridiscussione e progettazione dei flussi
pendolari della popolazione ripensando anche i poli di aggregazione e l’assetto urbano e delle attività.
In questo contesto è di tutta evidenza l’assurdità di prospettare tagli al TPL e ancora più irragionevole a fronte al fatto
che la Regione Veneto è da oltre 15 anni che non rivede i servizi minimi da garantire nel mentre il territorio e la
popolazione veneta ha visto grosse modifiche stanziali, produttive e conseguentemente di richiesta di mobilità. Questo
anche in considerazione del fatto che la media dei contributi alle Province è di 1,30 € al Km mentre la media del
finanziamento nazionale è mediamente doppia. Questa politica sino ad oggi ha privilegiato e incoraggiato l’uso
dell’auto privata e scoraggiato l’uso dei servizi pubblici.
Oggi di fronte alla crisi anche occupazionale, il calo della vendita delle automobili ne è un segnale, con buona pace di
Marchionne che ipotizza la produzione della Panda a Pomigliano e delle SUV a Torino che sa benissimo che il mercato
dell’automobile non ha futuro sia per la sempre più pressante vicina crisi energetica e che i potenziali acquirenti non
hanno condizioni economiche di permettersela e che i SUV sono modelli già vecchi ancora prima di essere prodotti
perché energivori ed inquinanti, il futuro non sta sul mezzo privato ma su un’ipotesi di mobilità collettiva e diversa .
Quindi considerando che il pendolarismo nel territorio Veneto è aumentato è più che mai obbligo rivedere una politica
di taglio di risorse per il TPL perché la soluzione di incrementare le tariffe del trasporto pubblico locale (bus,
tram,metro, treni) assieme ad altre voci “significative” per le tasche degli italiani e quindi dei veneti quali benzina, RC
auto, tariffe autostradali, servizi bancari e beni alimentari non potrà che, ingenerando una ulteriore utilizzo del mezzo
pubblico, determinare una forte sofferenza sociale ed in particolare soprattutto per la voce dei trasporti dove gli italiani
verseranno il contributo più salato e per quanto sopra osservato il più ingiustificato vista anche la qualità del servizio.
In attesa di cortese e sollecito riscontro
Ringraziando per l’attenzione
Per USB Lavoro Privato Veneto
Giampietro ANTONINI
Venezia 17 gennaio 2011
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