Martedì, Luglio 23, 2019
   
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Pianeta Oggi TV - Online All News

DECEDUTO FRANCESCO SAVERIO BORRELLI, IL CAPO DEL POOL MANI PULITE

(In collaborazione con la Testata Antimafia Duemila allnews)

di AMDuemila
"Resiste, resistere, resistere" erano le sue parole nella battaglia contro le leggi vergogna ai tempi di Berlusconi.

"Resistere, resistere, resistere, come sulla linea del Piave". Le parole di Francesco Saverio Borrelli nel suo celebre discorso da procuratore generale della Corte d'Appello, nel 2002, a difesa dell'indipendenza della magistratura tornano oggi nella mente degli italiani, per ricordare il magistrato, deceduto questa mattina presso l'Istituto dei Tumori di Milano, dove si trovava ricoverato.
Un magistrato integerrimo, padre del pool Mani Pulite, con una carriera vissuta praticamente nelle aule di giustizia del tribunale di Milano dove è stato pretore, giudice fallimentare e poi civile, pubblico ministero, procuratore capo dal 1988 fino alla nomina di procuratore generale nel 1999.
Borrelli è morto all'età di 89 anni. Lascia la moglie Maria Laura, i figli Andrea e Federica e quattro nipoti. Figlio e nipote di magistrati e a sua volta con un figlio magistrato, Borrelli, trasferitosi a Firenze, ha studiato al conservatorio (la musica, insieme alla montagna, e' stata una delle sue passioni) e si è laureato in legge con una tesi su 'Sentimento e sentenza'. Relatore fu Piero Calamandrei.
Il suo primo processo importante per Borrelli fu quello sull’omicidio di Luigi Calabresi, ma il suo nome è profondamente legato alla stagione di Tangentopoli, creando il pool composto da Antonio Di Pietro, Gherardo Colombo, Piercamillo Davigo e Gerardo D’Ambrosio. Una squadra a cui si aggiunsero poi Ilda Boccassini, Tiziana Parenti, Paolo Ielo, Armando Spataro e Francesco Greco, attuale capo della procura milanese.
Tra le dichiarazione celebri dell'ex magistrato c'è quella rilasciata il 20 dicembre 1993, prima delle elezioni che avrebbero portato Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi. Suona come un messaggio ai partiti: "Chi sa di avere scheletri nell'armadio, vergogne del passato, apra l'armadio e si tiri da parte. Tiratevi da parte prima che arriviamo noi"

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PIANETA OGGI REPORTER

TEMATICHE: ANTIMAFIA E TUTELA DELL'AMBIENTE

INTERVISTE A: DA PALERMO AL PM ANTONINO DI MATTEO IN OCCASIONE DELLE RICORRENZE STRAGI CAPACI E VIA D'AMELIO, A SEGUIRE IL MINISTRO ALFONSO BONAFEDE

DA VENEZIA (LAGUNA) INTERVISTA A MONICA SAMBO CAPOGRUPPO PD VENEZIA.

PROGRAMMA SETTIMANALE IN COLLABORAZIONE CON IL CIRCUITO CTV PIANETA OGGI DDT/WEB RST/FM/AM CON RADIO DIFFUSIONE EUROPEA AM 1584 KHZ

SI RINGRAZIA PER LA COLLABORAZIONE IL DOTT. PINO SARTORI DELL'ASSOCIAZIONE LA SALSOLA.

 

PIANETA OGGI REPORTER

INTERVISTA A GAETANO PEDULLA' "IL RACCONTO DELLA SUA ESPERIENZA"

IN COLLABORAZIONE CON IL CIRCUITO CTV PIANETA OGGI

MAGGIORI INFO:

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RETE YOU TUBE: GaetanoPed1973

 

 

STRAGE DI BOLOGNA, BOLOGNESI: "CAPITOLO STRAGI NON ANCORA CHIUSO. BASTA SEGRETI"

 

di AMDuemila
L'appello del presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime del 2 Agosto

“La partita decisiva sarà presto nelle mani del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Da lui dipende la reale desecretazione degli atti relativi alle stragi”. Sono queste le parole del presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime del 2 Agosto, Paolo Bolognesi, a quasi un anno dagli impegni assunti in piazza delle Medaglie d’Oro dal ministro della giustizia Alfonso Bonafede, e dal presidente della Camera Roberto Fico, riguardo la desecretazione degli atti riguardo le stragi. A "La Repubblica Bologna" Bolognesi, senza esprimere un giudizio riguardo l’azione del governo, ha evidenziato come “alcuni passaggi sono stati fatti sul fronte dell’iter”. Senza dimenticare che siamo “nella fase decisiva, per sciogliere i nodi per rendere la direttiva Renzi pienamente efficace”.
La proposta dell’ex presidente del Consiglio è stata discussa della commissione di cui fanno parte il governo, gli archivi di Stato e i servizi segreti. Infatti, in passato quest’organo ha scelto una “fascia” di documenti che possono essere desecretati con limiti ben precisi. Però, molte richieste delle associazioni delle vittime sono fuori da questi parametri. Nei giorni scorsi, Vito Crimi del M5S, incaricato per conto del governo di seguire la vicenda, ha preso atto dei paletti che sono emersi e ha annunciato un’informativa a Conte, chiamato a commissione di cui fanno parte il governo, gli archivi di Stato e i servizi segreti. O capire meglio quali altri documenti possono essere desecretati. Su questo, Bolognesi si è detto “fiducioso”.
Per quanto riguarda l’impegno del governo nel digitalizzare gli atti, il presidente ha detto che “ci sono 200 mila euro all’anno, per i prossimi tre anni, per finanziare i progetti di digitalizzazione. Milano, Firenze e Roma (per il caso Moro) hanno già fatto richiesta. Noi abbiamo stabilito le priorità. Per primi saranno digitalizzati i registri dei tribunali, poi le sentenze, creando una via preferenziale per quegli atti cartacei che si stanno deteriorando”. I passi avanti sono stati fatti anche riguardo i risarcimenti alle vittime delle stragi, compreso anche l’estero. Su questo si stanno aspettando le stime che il ministero del Lavoro farà assieme all’Inps. Secondo Bolognesi la speranza che già “nella prossima finanziaria si possano cominciare a prevedere dei capitoli di bilancio”. “Prendiamo atto che alcune cose sono state fatte, se si concretizzeranno lo vedremo nei prossimi mesi - ha concluso - Il capitolo della verità sulle stragi nel nostro Paese non è ancora stato chiuso, tutt’altro. Per la prima volta c’è un’inchiesta sui mandanti. Un’indagine per nulla facile e scomoda, fastidiosa per molti e non solo in Italia. Il timore è che, come in parte sta accadendo, si tenterà di tutto pur di avvelenare le indagini. Di recente affiorano preoccupanti tentativi di depistaggio mediatico. Non è una novità assoluta, ed è per questo che le associazioni e quanti vogliono la verità, devono continuare a vigilare”.Foto © Imagoeconomica

 

 

IN DIRETTA CON R.D.E. DIFFUSIONE EUROPEA

 

OGNI VENERDI' SERA ALLE ORE 21.00 DIRETTA OPEN SPACE DALLE FREQUENZE IN ONDE MEDIE DI RADIO DIFFUSIONE EUROPEA,

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OSPITI E COLLEGAMENTI IN DIRETTA DALL'ITALIA.

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ANDREA ZANONI VICEPRESIDENTE COMMISSIONE AMBIENTALE INFORMA

 

Zanoni (PD): “La legge ordinamentale è una gigantesca deroga a tutte le leggi. È la riscossa della betoniera per un Veneto Cemento 2.0, Colline del Prosecco incluse”

 

Venezia, 18 luglio 2019

“Adeguamento ordinamentale suona più rassicurante, deregulation assoluta doveva essere il vero nome. Il Pdl 376, infatti, prevede una infinità di deroghe e modifiche a troppe leggi. Urbanistiche, territoriali, paesaggistiche, sulle cave, equitazione, allevamenti intensivi, liquami, chioschi di vendita, trasporto di natanti, sulla trasparenza, sui controlli: non si salva niente, con gravi ripercussioni anche sulla partecipazione di enti locali e cittadini”. È netto e negativo il parere di Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico e vicepresidente della commissione Ambiente sul Pdl 376 approvato mercoledì sera dall’assemblea di Palazzo Ferro Fini. 

“Il consumo zero di suolo è diventato un vecchio e sbiadito ricordo, con queste norme si consente la cementificazione di milioni di metri cubi in deroga, è la riscossa della betoniera. È come se avessimo approvato un nuovo Piano casa, ma nel disordine e nell’anarchia più assoluta, è una norma astrusa che sicuramente genererà gravi conflitti in tutto il territorio a causa di questa miriade di fabbricati in deroga, con impatti particolarmente pesanti nelle aree agricole. È una legge che nei prossimi 20 anni ci lascerà un Veneto devastato”, la dura accusa di Zanoni. “Come se non bastasse, vengono diminuiti i percorsi di trasparenza e partecipazione nella costruzione e nella valutazione dei provvedimenti e i controlli sono resi più complicati”. 

Ma il vicepresidente della commissione Ambiente si concentra in particolare sugli effetti nell’area delle Colline del Prosecco, riconosciute da poco Patrimonio dell’Umanità Unesco. “Grazie all’articolo 12 bis, introdotto all’ultimo minuto con un emendamento il giorno stesso della discussione in aula, avremo una vera e propria colata di cemento. È stato un vero e proprio blitz che ha consentito alla Lega di bypassare le procedure che prevedono una lunga discussione del progetto di legge in Commissione con le relative audizioni delle parti interessate, uno schiaffo alla democrazia, alla partecipazione e alla trasparenza”, denuncia Zanoni. “Sarà consentita la trasformazione dei vari pollai, ricoveri per attrezzi, stalle, fienili, catapecchie esistenti in zona agricola in piccoli alberghetti diffusi nell’area tutelata delle Colline del Prosecco. Questa norma è stata pensata per l’area Unesco, come ha confermato in aula l’assessore Caner, ma così come scritta, potrebbe interessare l’intero Veneto. Sarà la Giunta a stabilire l’elenco dei Comuni interessati e inserire eventuali paletti. È una vera contraddizione, un attacco all’Unesco: si tratta di un’area che doveva essere preservata e tutelata soprattutto nel suo aspetto paesaggistico e che invece verrà gravemente sconvolta con la realizzazione, addirittura in deroga a tutti gli strumenti urbanistici e territoriali e ai regolamenti edilizi comunali, di edifici nuovi. In teoria ogni stalla può diventare casa, il valore di un fabbricato da pochi euro, potrà schizzare fino a 300.000 euro e oltre. Un’altra incongruenza è la previsione del mancato cambio della destinazione d’uso. Quindi, catastalmente parlando, ci saranno migliaia di turisti che dormiranno in fienili, stalle e pollai, una barzelletta, una follia! Probabilmente ci sono pure degli aspetti di incostituzionalità”.

“Questi edifici, inoltre, non saranno soggetti al pagamento del contributo di costruzione e potranno essere ampliati sino a 120 metri cubi. È ovvio che ciò comporterà anche consumo di suolo dato che il divieto è presente solo nella relazione dell’emendamento, carta straccia. Nel testo della legge al comma 6 risulta invece chiaro che le nuove strutture andranno in deroga proprio a quella sul consumo di suolo. Il tutto si potrà fare potenzialmente in una dozzina di comuni Unesco che coprono  circa 10.000 ettari. Le stime degli esperti parlano di oltre un migliaio di edifici potenziali candidati, quindi nei prossimi anni questo Patrimonio dell’Umanità potrebbe trasformarsi un mega cantiere diffuso con un via vai di betoniere e furgoni. Sono convinto che chi ha dato il riconoscimento Unesco a tutto avrebbe pensato tranne che a un’enorme colata di cemento”.

 

 

PALERMO, CONFERENZA

 

L'evento sarà trasmesso in diretta streaming!

20190717 paolo borsellino strage stato vertIn occasione del 27° anniversario della strage di via d’Amelio mercoledì 17 luglio, alle ore 20.30 si terrà, presso l’atrio della Facoltà di Giurisprudenza di Palermo, in via Maqueda 172, il convegno organizzato da ANTIMAFIADuemila e dall'Associazione Culturale Falcone e Borsellino, in collaborazione con Contrariamente e Rum, dal titolo “Paolo Borsellino: strage di Stato. Sulle orme dei mandanti esterni”. Numerosi sono ancora oggi gli interrogativi sull’attentato che il 19 luglio 1992 uccise il giudice Paolo Borsellino e gli agenti di scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina e Vincenzo Li Muli. Per quale motivo venne ucciso il magistrato appena 57 giorni dopo la strage di Capaci? Chi, oltre Cosa nostra, voleva la morte di Borsellino? Chi sono i mandanti esterni di quell'efferato delitto? Perché scompare l'agenda rossa? Chi si cela dietro a quello che i giudici hanno descritto come “il più grande depistaggio della storia della Repubblica italiana”?
A che punto siamo nella ricerca della verità sulle stragi?
A cercare di rispondere a questi interrogativi su quanto avvenne in quel 1992, in qualità di relatori, interverranno il pubblico ministero al processo Andreotti, Guido Lo Forte; il procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Giuseppe Lombardo; Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo e il direttore di ANTIMAFIADuemila Giorgio Bongiovanni. Alla conferenza, moderata dal caporedattore, Aaron Pettinari, saranno proiettati anche dei contributi video del Presidente della Commissione parlamentare antimafia Nicola Morra, del magistrato e oggi consulente della Commissione, Roberto Tartaglia, dell'ex pm e oggi avvocato Antonio Ingroia e del sostituto procuratore generale di Messina, Felice Lima.

Nel corso della serata è previsto anche un intervento artistico del Movimento Giovanile Internazionale Our Voice

Per gli studenti di Giurisprudenza è previsto 1 CFU

INGRESSO LIBERO

L'evento facebook.com/events/1919136558188620

Per info: 091 6684590 / 0734 277448

 

 

L'ORSO PACIFICO

 

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO

ILLEGITTIMI IL PARERE ISPRA E L' ORDINANZA DI CATTURA PER UN ORSO PACIFICO. NECESSARI IMMEDIATI INTERVENTI DEI MINISTRI COMPETENTI.

ANIMAL AMNESTY, AVI, FAREAMBIENTE, GAIA ANIMALI E AMBIENTE, LAC TnAA/ST, LADL, LEAL, LIMAV, SALVIAMO GLI ORSI DELLA LUNA

Se non fosse tragicamente in pericolo la vita di un orso, la questione lascerebbe spazio all’ilarità per i racconti di fantasia sulla pericolosità di M49, privi di alcun fondamento e soprattutto certamente non indicativi di pericolosità intrinseca dell'animale. Mentre l’orso si è limitato a mantenere comportamenti propri della specie e quindi a fare l'orso, predando animali incustoditi e non protetti da comuni sistemi di deterrenza, e curiosando in baite abbandonate, M49 viene invece descritto come un pericoloso serial killer di animali allevati dall'uomo. Gli allevatori invece, dovrebbero saper applicare i metodi dissuasivi e di deterrenza suggeriti da tutti i tecnici per come prevede la logica, ma anche il Pacobace.

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QUASI CENTOMILA FIRME PER IL PM DI MATTEO

 

Saranno consegnate al Csm
di Giorgio BongiovanniE’ passato un mese da quando abbiamo lanciato sulla piattaforma di change.org un appello alle istituzioni competenti, affinché il sostituto procuratore nazionale antimafia Antonino Di Matteo non sia delegittimato. Così abbiamo chiesto ai cittadini di manifestare la propria solidarietà e sostegno nei confronti del magistrato firmando la petizione e condividendola, e la risposta è stata estremamente positiva. In questo mese, infatti, sono state sfiorate le centomila firme. Un numero importantissimo che ha superato decisamente le nostre aspettative. Per questo motivo vogliamo ringraziare uno ad uno questi 97.744 cittadini, che hanno aderito a questa iniziativa dimostrando la propria sensibilità su questo tema che si è ancor di più rappresentato dopo la delicata, quanto grave, vicenda dell'allontanamento del sostituto procuratore nazionale antimafia dal pool "stragi e mandanti esterni". Tutte le firme saranno trasmesse al Consiglio Superiore della Magistratura, che ha la sua massima rappresentazione nelle persone del Presidente Sergio Mattarella, Capo dello Stato, ed il suo vice David Ermini con l’augurio che l’organo di autogoverno possa tener conto della solidarietà manifestata al pm Di Matteo, evitando così quell'isolamento che distrugge e devasta quanto una bomba. Con questa petizione non si vuole condizionare a furor di popolo le autorità competenti, che saranno chiamate a decidere sul caso nel pieno diritto delle proprie decisioni, ma caso mai sensibilizzare le stesse a valutare attentamente i fatti affinché lo stesso magistrato possa essere reintegrato e proseguire quell'attività che lo ha visto impegnato in oltre vent'anni di carriera, ovvero cercare la verità sulle stragi del 1992 e del 1993 e dare un volto ai mandanti dal volto coperto dietro cui si nascondono personaggi potenti e settori deviati dello Stato.

 

 

OMAGGIO A GIUSEPPE MARINO ED AI PARTIGIANI

COMUNE DI MONTEPULCIANO
Provincia di Siena

COMUNICATO STAMPA

Corteo lungo le vie della città, omaggio a Giuseppe Marino ed ai Partigiani
29 Giugno, manifestazione a Montepulciano per l’anniversario della Liberazione
Si rievoca ad Abbadia di Montepulciano l’uccisione del patriota Luigi Cagnacci

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IN PRIMO PIANO, MESSICO. I CORPI SENZA VITA DI PAPA' OSCAR E DELLA PICCOLA ANGIE VALERIA, LO SCATTO CHE HA FATTO PIANGERE IL PIANETA

 

di AMDuemila
Trovati sulle rive del Rio Grande. Papa Francesco: “profondamente addolorato per la loro morte

Messico, Rio Grande. Una bambina di due anni è immersa nell’acqua con la faccia rivolta in basso, accanto a lei si trova un uomo, suo padre, al quale ancora stringe le esili braccia al collo, come se fosse stata l’ultima ancora di salvezza prima dell’inevitabile. Entrambi i corpi senza vita galleggiano tra il fango e la melma nella sponda del fiume che segna il confine tra Messico e Stati Uniti. Un confine maledetto che ogni anno migliaia e migliaia di cittadini del centro-America cercano di oltrepassare, molte volte senza successo, come accaduto a papà e figlia. La fotografia raffigurate la piccola Angie Valeria e suo padre salvadoregno Oscar Alberto Martinez, di 25 anni, è stata scattata da Julia Le Duc, reporter de la Journada e sta già facendo il giro del mondo scatenando le prime reazioni di dolore e indignazione da parti di alcuni e totale indifferenza da parte di altri. Papa Francesco ad esempio "ha visto con immensa tristezza, l'immagine del papà e della sua bambina morti annegati nel Rio Grande mentre cercavano di passare il confine tra Messico e Stati Uniti. Il Papa è profondamente addolorato per la loro morte, prega per loro e per tutti i migranti che hanno perso la vita cercando di sfuggire alla guerra e alla miseria”. Come lo scatto shock del piccolo Aylan trovato su una spiaggia turca è divenuto il triste simbolo dell'immigrazione verso l'Europa, quello della piccola Angie e di suo padre è destinato a diventare l’emblema delle carovane latine che tentano di entrare negli Stati Uniti in cerca di un futuro migliore. La disgrazia sarebbe avvenuta domenica e i due corpi sono stati ritrovati lunedì e saranno rimpatriati nei prossimi giorni. Il ministro degli affari esteri di El Salvador ha intanto invitato le famiglie che tentano di migrare negli Usa di ripensarci: "Non rischiate". Poche ore dopo il ritrovamento però sono stati già avvistati altri quattro cadaveri vicino al Rio Grande e proprio nella zona dove è in costruzione una sezione del muro voluto dal presidente Donald Trump: si tratta di una giovane donna, due bambini e un neonato. Le principali emittenti Usa e i media sul web ripropongono in continuazione quelle immagini che sono come un pugno nello stomaco. Ma dalle autorità americane nessuno osa profererir parola. Kamala Harris, candidata democratica alla Casa Bianca di origini indiane e afroamericane ha commentato: “Queste famiglie che cercano asilo stanno spesso fuggendo da una violenza estrema. E cosa accade quando arrivano? Trump dice tornate da dove siete venuti. Questo è inumano. Dei bambini stanno morendo. Questa è una macchia nella nostra coscienza morale”. La Camera a maggioranza democratica ha deliberato uno stanziamento di 4,5 miliardi da destinare alla crisi del confine sud, ma la Casa Bianca è già pronta a imporre il veto. Nel frattempo, il massimo responsabile dell’agenzia federale che gestisce i campi al confine del Messico dove vengono trattenuti i bambini separati dalle famiglie illegali è costretto a dichiarare le dimissioni, dopo che un gruppo di avvocati ha testimoniato le condizioni terribili in cui i minori sono costretti a vivere: senza cibo adeguato, con scarsa assistenza medica, i neonati accuditi da altri minori.

 

 

DOVE STA ANDANDO L'ETIOPIA?

 

DI MARGHERITA FURLAN

Sei morti eccellenti, tra cui il generale che si ritiene a capo dell’operazione, Asamnew Tsige. È l’unica certezza che resta del fallito colpo di stato in Etiopia, avvenuto nella notte tra sabato 22 e domenica 23 giugno. Le dinamiche, al contrario, non sono ancora del tutto chiare, come non è agevolmente identificabile la portata degli avvenimenti, ridimensionati dal governo in carica a “golpe regionale”.

I fatti si sono svolti a Bahir Dar, capoluogo dell’Amhara, uno dei nove Stati dell’Etiopia, Paese federale. Il portavoce del primo ministro Abiy Ahmed, Negussu Tilahun, ha riferito di un commando che, guidato dal capo della sicurezza dell’Amhara, avrebbe fatto irruzione durante una riunione sabato sera, uccidendo sul colpo il presidente della regione, Ambachew Mekonnen, e il suo consigliere, Ezez Wassie, mentre il procuratore generale, Migbaru Kebede, è morto nelle ore successive in seguito alle gravi ferite riportate. “Diverse ore dopo – ha spiegato il portavoce governativo – in ciò che appare essere stato un attacco coordinato, il Capo di stato maggiore delle forze armate etiopi, generale Seare Mekonnen, è stato ucciso dalla sua guardia del corpo nella sua abitazione”, ad Addis Abeba. Morto insieme a lui anche un generale in pensione che si era recato a fargli visita. Poche ore prima l’ambasciata degli Stati Uniti aveva diramato un’allerta nella capitale.

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